MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (08/7/05)

di Redazione Wall Street Italia
8 Luglio 2005 14:10

USA:la reazione dei mercati in seguito agli attentati di Londra si è rivelata molto composta, verosimilmente sulla base anche dell’esperienza di quanto accaduto in passato di fronte ad eventi simili.

Così ad esempio gli eventi dell’11/9 produssero un calo del 10% dell’indice S&P500 nel giro di una settimana, cui però seguì un recupero del 20% a fine 2001.

Così ancora dopo l’attacco di Madrid dell’11 marzo 2004, lo stesso indice recuperò circa il 4% nel giro di un mese.

In sostanza la percezione è che l’impatto eventuale di eventi come quello di ieri potrebbe essere molto circoscritto. Pertanto i mover di mercato, dopo una prima reazione emotiva, diventano i consueti e tra questi ultimi includiamo il focus sull’importante dato sui non farm pay rolls in pubblicazione oggi per il quale le attese mediane sono arrivate a 200.000.

A spingere gli analisti verso tanto ottimismo sono state le indicazioni di diversi indici anticipatori.

L’impressione è che, laddove il dato dovesse superare in modo significativo anche tali attese, i gestori potrebbero percepire l’eventuale rialzo dei tassi mercato come una migliore opportunità di ingresso, limitando pertanto gli effetti.
Le forze in atto che hanno comportato l’attuale trend calante dei tassi e che fanno riferimento soprattutto alla ricomposizione della domanda continuano ad essere insomma presenti.

Sul fronte corporate segnaliamo che ieri Moody’s ha dichiarato che potrebbe procedere ad un downgrading di Gm che pertanto sarebbe portata al livello di junk bond. Vista la recente analoga decisione da parte di S&P’s e Fitch, la notizia rappresenterebbe un non evento.

Europa:come nelle attese la Banca Centrale Europea ha lasciato invariati al 2% il livello di tassi di interesse.

Nella conferenza stampa successiva alla riunione Trichet, ha ribadito che al momento l’attuale livello dei tassi è appropriato, e che l’istituto rimarrà vigile su possibili rischi alla stabilità dei prezzi nel medio termine.

Trichet ha inoltre affermato che durante la riunione sono stati presi in considerazione sia gli effetti di un rialzo che di un taglio decidendo per un mantenimento dell’attuale livello.

Relativamente alla crescita, permangono rischi di un deterioramento a causa soprattutto del caro petrolio che penalizza i consumi. La crescita nell’area euro nel secondo trimestre potrebbe essere più debole del primo, ed i prezzi potrebbero non tornare sotto la soglia del 2% a causa proprio degli elevati prezzi petroliferi.

È stato inoltre rinnovato l’invito ad attuare politiche fiscali prudenti per rafforzare la credibilità dell’unione monetaria. In riferimento agli attentati di Londra il capo della Bce ha escluso la possibilità di impatti sull’economia. Anche la BoE ha deciso di lasciare i tassi invariati al 4,75%, sebbene un taglio dei tassi resti l’ipotesi più probabile per i prossimi mesi.

Asia-Pacifico:in calo, stamani, i maggiori indici azionari della regione, con il Nikkei 225 che, a Tokio, ha visto un forte flusso di vendite nell’ultima ora di negoziazione, finendo per cedere lo 0,21% e chiudendo la prima settimana in calo nelle ultime sette, dopo essere arrivato a guadagnare lo 0,5% durante la seduta, anche grazie agli acquisiti dei titoli del commercio al dettaglio (+0,45%), sulla scorta dell’annuncio da parte della Ito-Yokado (+2,17%) di un aumento del 18% a/a degli utili netti nel primo trimestre fiscale.

Ad innescare il calo dell’azionario nipponico, la delusione per l’andamento in maggio degli ordinativi di macchinari, con il dato core sceso del 6,7% sul mese, su base destagionalizzata, a fronte di un’attesa di un calo del 2%.

Il dato ha fatto temere gli investitori per la tenuta degli investimenti in capitale fisso, ma la volatilità del dato stesso dovrebbe indurre alla prudenza nella sua interpretazione, soprattutto alla luce delle buone notizie per i piani di spesa in capitale fisso delle imprese per l’anno fiscale in corso contenute nel recente rapporto Tankan.

Sempre in Giappone, in maggio le spese per consumi delle famiglie sono aumentate in termini reali dello 0,8%, su base destagionalizzata.

Commodity:sui mercati petroliferi la notizia dell’attentato a Londra ha reso la seduta di ieri molto volatile.

Tuttavia, i prezzi dopo essere scesi ad un minimo di 57,2 $/b hanno chiuso la sessione a 60,73 $/b.

Il timore di negativi riflessi sull’economia mondiale ha alimentato le vendite di greggio, che però nel pomeriggio hanno registrato un graduale recupero limitandone le perdite.

Sulle quotazioni hanno infatti prevalso le notizie dell’arrivo della tempesta Dennis, che ha costretto le compagnie del Golfo del Messico ad evacuare gli impianti.

Non hanno avuto una grossa influenza sulle quotazioni i dati sulle scorte petrolifere statunitensi che hanno registrato un buon recupero delle scorte di distillati cresciute di 4,067 Mln barili, mentre sono scese quelle di greggio (-3,6 Mln barili) e di benzine (-974.000 barili).

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista Senior), A. Mercuri (Analista), C.Pace (Economista)