MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (07/04/04)

7 Aprile 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: l’asta da 16Mld$ sul T-note a 5 anni si è conclusa con una buona domanda (bid to cover pari a 2,28) ed una sottoscrizione ancora forte da parte degli indirect bidders pari a circa il 41%. Tra questi ultimi investitori vengono annoverate anche le banche centrali asiatiche. Pertanto per ora è rientrato il timore di minori sottoscrizioni dopo l’allentamento della politica degli interventi da parte della BoJ.

A fine serata Poole, membro votante della Fed, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito ai possibili sviluppi futuri in termini di politica monetaria. Poole, ha dichiarato che i rialzi delle materie prime e/o dei prezzi alla produzione non si sono rivelati ultimamente buoi previsori dell’andamento dei prezzi al consumo. L’esponente della Fed ha poi indicato come siano più rilevanti le aspettative sui prezzi insite nei prezzi dei Tips. Inoltre, a detta di Poole, occorrerà verificare su più mesi l’effettiva affidabilità del recupero del mercato del lavoro.

Vi sarebbero allora delle perplessità per un eventuale aumento dei tassi, dettate dal fatto che ancora non si sta assistendo ad una ricostituzione delle scorte. Tali dichiarazioni nel complesso avvalorano l’ipotesi di un cambiamento del bias sui prezzi (da quasi neutro a neutro) entro il semestre.

L’eventuale rialzo dei tassi dovrebbe collocarsi comunque dopo le elezioni di novembre. Sul mercato azionario, il profit warning di Nokia ha penalizzato il comparto dei semiconduttori Usa con l’indice Sox che è calato di circa il 2%.

L’atteggiamento degli operatori sembra essere improntato ad una maggiore prudenza anche in vista del ponte lungo pasquale. Con riferimento al Brasile, sta aumentando l’aspettativa da parte degli operatori di una possibile nuova emissione da parte del paese che da inizio anno ha già emesso 1,5Mld$ di titoli a 30 anni ed ha annunciato che emetterà ulteriori 2,5Mld$ di nuovi bond entro fine anno.

Euro: alcune anticipazioni delle previsioni di crescita che la Commissione Europea presenterà oggi, hanno evidenziato una prospettiva meno incoraggiante per la situazione italiana. Secondo quanto emerso, l’Italia dovrebbe crescere infatti dell’1,2% nell’anno in corso, rispetto all’1,5% dichiarato solo sei mesi fa.

Sostanzialmente stabili invece le attese di crescita per Germania e Francia che dovrebbero essere dell’1,5% e dell’1,7% rispettivamente nel 2004, a confronto dell’1,6% e dell’1,7% precedentemente stimato. Oggi potrebbe giungere anche l’early warning per l’Italia a causa di un andamento deludente dei conti pubblici, anche se l’esecutivo sembra rimanere ottimista.

Ieri il premier Berlusconi ha ribadito che il limite del 3% in termini di deficit/Pil non sarà superato e che il Paese sosterrà ogni riforma del Patto che miri a scorporare la spesa per investimenti dal computo del deficit per i criteri di Maastricht. Intanto la procura di Francoforte ha aperto un’inchiesta sulla condotta del presidente della Bundesbank Welteke in seguito alla notizia secondo cui Welteke avrebbe accettato di farsi spesare un weekend dalla Dresdner. Welteke ieri non ha escluso possibili dimissioni.

Infine dal lato societario, Nokia, il gigante europeo della telefonia, ha annunciato di attendersi un calo del fatturato del 2% nel primo trimestre dell’anno, a seguito della perdita di quote di mercato. In seguito alla notizia il titolo ha perso circa il 15%.

Jap: nuovo apprezzamento dello Yen nei confronti del dollaro, dopo che l’agenzia di rating Moody’s ha alzato il rating sul debito in valuta estera portandolo a Aaa da Aa1, mentre lascia invariato il rating sul debito in valuta locale e outlook stabile. Il rialzo è giustificato dal miglioramento economico del paese e dalle buone prospettive future.

Il ministro delle finanze Shiokawa in un’intervista ha dichiarato che il paese non ha messo fine alla sua politica di interventi e che continuerà a salvaguardare il mercato dagli eccessi di volatilità della valuta. Sul mercato azionario dopo tre giorni di recupero tornano le vendite che hanno colpito in particolar modo il comparto dei tecnologici, penalizzato dal profit warning di Nokia.

Commodity: poco variato il prezzo del greggio in attesa della pubblicazione dei dati sulle scorte petrolifere statunitensi di oggi. Ancora una volta la Cina è protagonista nell’andamento delle quotazioni delle materie prime. Questa volta si parla di titanio utilizzato molto dalle industrie cinesi, il cui impiego è destinato in modo particolare alla costruzione delle mazze da golf.

Considerato l’ampia diffusione di questo sport e la necessità di avere una quantità di titanio superiore alla capacità estrattiva del paese ci potremmo attendere un rincaro delle sue quotazioni.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)