MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (05/5/05)

5 Maggio 2005, di Redazione Wall Street Italia

USA: l’atteso indice Ism del settore servizi si è posizionato ieri a quota 61,7 da 63,1. La sottocomponente occupazionale è passata da 57,1 a 53,3, pari al valore minimo dallo scorso mese di agosto. Pertanto le sottocomponenti occupazionali degli indici Ism relativi al settore manifatturiero e servizi sono risultati entrambe in calo, soprattutto con riferimento al secondo settore particolarmente determinante per la creazione di nuovi posti di lavoro.

Dal 2004 ad oggi il posizionamento della citata sottocomponente relativa all’Ism servizi al di sotto di quota 54 si è associata ad un valore medio dei non farm payrolls di 121.000 unità. Visto anche il basso valore della stessa componente per l’indice relativo al settore manifatturiero (ai minimi dal novembre 2003), le stime mediane sui non farm payrolls in pubblicazione domani (attualmente pari a 170.000) potrebbero risultare eccessivamente ottimistiche.

Il Tesoro Usa ieri ha annunciato che il prossimo 3 agosto deciderà se reintrodurre o meno il Treasury trentennale, la cui emissione è stata interrotta nell’ottobre del 2001. Laddove la decisione fosse per una riapertura del segmento, la prima asta sarebbe effettuata nel mese di febbraio 2006.

La cancellazione del titolo trentennale ha prodotto un calo della vita media del debito passato da circa 6 anni del 2000 a 4,4, incrementando la quota di debito soggetta a rifinanziamento ogni anno ed esponendo pertanto il Tesoro Usa maggiormente al rischio di basse quote di partecipazione in asta, soprattutto da parte delle banche centrali asiatiche. L’effetto sul tratto trentennale è stato marcato con un allargamento dello spread vs. tratto decennale di circa 10bps.

In borsa è stato molto forte l’effetto sul settore automobilistico dell’annuncio dell’intenzione di procedere all’acquisto di circa il 5% di Gm (+18%) da parte del miliardario Usa Kerkorian.

Europa:nella conferenza stampa successiva alla riunione della Bce Trichet ha ribadito che la crescita è stata in parte penalizzata dal caro petrolio e l’inflazione continua a rimanere sotto controllo con il tendenziale che dovrebbe rimanere sui livelli attuali anche nei prossimi mesi.

La mancanza di pressioni sui prezzi ha spinto quindi la Bce a mantenere invariati i tassi di interesse su livelli storicamente bassi, rendendo la politica monetaria particolarmente favorevole per stimolare la crescita le cui prospettive di medio periodo rimangono comunque incoraggianti. Trichet ha poi ribadito che la Bce non ha preso in considerazione la possibilità di un taglio dei tassi di interesse, visto che una mossa in tal senso avrebbe l’effetto di far aumentare le aspettative di inflazione ripercotendosi negativamente sui tassi di mercato.

Dal lato macro pochi gli spunti. Il Pmi del settore servizi ha evidenziato un leggero rallentamento con una flessione della sottocomponente aspettative ed occupazionale. Lieve accelerazione delle vendite al dettaglio di marzo cresciute dello 0,3% m/m, dallo 0,2% di febbraio. Più consistente l’incremento tendenziale che però ha risentito positivamente delle festività pasquali cadute a marzo nel 2005 rispetto ad aprile nel 2004.

Asia-Pacifico: in rialzo, stamani, gli indici azionari delle piazze attive nella regione, sull’onda della chiusura delle borse nordamericane, con il Taiex che ha guadagnato ben il 2,13% a Taipei, facendo leva sul clima maggiormente disteso tra i governi di Cina e Taiwan, con le borse di Shanghai e Shenzhen ancora chiuse, con la borsa di Tokio che riaprirà solo domani, e con quella di Seoul chiusa oggi e domani per festività nazionale.

In lieve regresso lo Yen nei confronti del Dollaro, dopo l’apprezzamento dei giorni scorsi, anche per via delle dichiarazioni del ministro delle finanze cinese Jin Renqing, a margine della riunione annuale della Asia Development Bank ad Istanbul, secondo le quali le speculazioni sul mercato dei cambi renderebbe difficile per il governo di Pechino procedere alla riforma del regime di cambio dello Yuan, dichiarazioni coerenti con la linea sempre tenuta da Pechino di volere un meccanismo di formazione del valore esterno della propria valuta basato sulle forze di mercato e, al tempo stesso, di non essere intenzionata a cedere a pressioni esterne da parte di altri governi o dei movimenti di capitale.

Commodity:oltre le attese i dati sulle scorte petrolifere. Nella settimana conclusasi il 29 aprile le scorte di greggio sono cresciute di 2,6 Mln b/g e quelle di benzine di 2,2 Mln, mentre sono scese quelle di distillati (-300.000 barili).

Malgrado le scorte ai massimi dal 1999, le quotazioni del greggio sono salite risentendo del fatto che l’aumento si è concentrato sulla costa occidentale trattandosi soprattutto di greggio domestico. Relativamente ai metalli la Cina sta adottando delle misure per frenare le esportazioni dei metalli e trattenerli in paese. Dal 1° maggio infatti sono state ridotte le restituzioni alle esportazioni di zinco, stagno, tungsteno e antimonio, con l’iva che è al 17%, ma Pechino rimborserà solo l’8% invece del 13% restituito fino a fine aprile.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista Senior), A. Mercuri (Analista), C.Pace (Economista)