Mercati, liquidità prosciugata nel credito

17 Dicembre 2018, di Daniele Chicca

Con la volatilità e le incertezze sull’economia globale che mettono in guardia gli investitori, i mercati del credito Usa si ritrovano a corto di liquidità. È così che dicembre si appresta a diventare il primo mese senza un’emissione di junk bond – i titoli obbligazionari ad alto rischio perché giudicati con rating non investment grade – dai tempi del crash di Lehman Brothers.

Se i trader, i money manager e i gestori di fondi stanno alla larga dai collocamenti di bond ad alto rendimento lo si deve anche al contesto di tassi di interesse in aumento negli Stati Uniti. È da un po’ di tempo che i guru del mercato creditizio, come Jeff Gundlach di DoubleLine Capital e Bill Gross di Janus Henderson Investors, lanciano avvertimenti sul cambio di paradigma in corso nell’obbligazionario.

Questo mese per il momento non si registra una singola società che abbia chiesto soldi in prestito tramite il mercato dei corporate bond high-yield – che negli Usa tocca la cifra astronomica di 1.200 miliardi di dollari. Se la siccità persiste, dicembre sarebbe il primo da novembre 2008 senza un’emissione di junk bond, stando ai dati raccolti da Informa e Dealogic.

Nel mercato dei prestiti leveraged da $1.300 miliardi, la settimana scorsa due operazioni sono state rinviate dopo che Barclays, Deutsche Bank, UBS e Wells Fargo non sono riusciti a trovare acquirenti per i loro pacchetti di bond, un evento raro per quello che era stato sin qui uno dei mercati più caldi dell’anno.

L’indice del mercato dei prestiti leveraged ha perso quasi il 3% dopo aver toccato i massimi a ottobre, stando a quanto riferito dal Financial Times che cita i dati raccolti da S&P e LSTA. Come si evince invece dagli indici di ICE Bank of America Merrill Lynch, da metà settembre, quando i mercati azionari hanno raggiunto i livelli più alti di sempre, i rendimenti dei bond cosiddetti “spazzatura” sono saliti di circa 100 punti base.

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