Artemis non teme bolla dei prezzi, bensì della volatilità

7 Novembre 2017, di Daniele Chicca

Secondo Artemis non possiamo trovarci nel bel mezzo di una bolla di tutti gli asset finanziari scambiati sui mercati: non può essere, dal momento che alcuni titoli e classi di attivo importanti, come l’oro, sono ben distanti dai massimi di tutti i tempi.

Quello che preoccupa Christopher Cole sono invece le tante, troppe, puntate contro la volatilità, che nei mesi scorsi ha raggiunto e aggiornato i minimi di tutti i tempi. È un gatto che si morde la propria coda: i mercati finanziari stanno per auto divorarsi. Gli investitori speculano al ribasso contro l’indice di volatilità per ottenere rendimenti decenti, ma così facendo finiranno per alimentare quell’alchimia finanziaria che ucciderà quello stesso sistema che alimenta.

I rialzi di mercato continueranno, secondo l’analista, fino al giorno in cui tutti i soldi investiti nelle puntate short contro la volatilità faranno scoppiare una bolla. Non si parla di una bolla degli asset finanziari, bensì la bolla di chi specula al ribasso sulla volatilità. Ben due mila miliardi di dollari sono investiti in strategie del genere, una mole di denaro tale da esercitare influenza sull’andamento dell’indice di volatilità sull’azionario.

Si tratta di una tattica popolare tra gli investitori istituzionali e che conta sulla stabilità di mercato per generare ritorni da investimento importanti. Anche se gli istituzionali non shortano esplicitamente strumenti derivati, i rendimenti sono elevati per via dei fattori di rischio impliciti di una puntata speculativa al ribasso (in questo caso sull’indice della volatilità).

La piramide in allegato dovrebbe aiutare a capire veramente come funziona la strategia e perché si tratta di un gioco d’azzardo molto pericoloso. Puntando al ribasso sulla volatilità si guadagna qualcosa se la situazione rimane invariata, in un contesto di stabilità permanente, mentre si subisce una perdita in caso di cambiamento dell’andamento (ovvero di un rialzo repentino del VIX. Gli investimenti avvengono tramite le puntate short esplicite e implicite sulla volatilità, nonché con i piani di acquisto di azioni proprie nel’azionario (vedi tabella più sotto).

“Quando la volatilità viene usata come mezzo per calibrare il rischio, allora la stabilità tende a rafforzarsi, finché non diventa paradossalmente essa stessa una fonte di instabilità“, spiega Cole nella sua analisi.

Ma non sono solo i gestori, gli investitori istituzionali e quelli retail a partecipare a questo grande gioco. È come se l’intero sistema degli investimenti si sia organizzato negli ultimi anni in un gigantesco investimento al ribasso contro la volatilità. Le banche centrali sono complici: dal 2009 hanno iniettato 15 mila miliardi di denaro nel sistema, creando squilibri nella domanda di mercato per gli attivi dii qualità.

I rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine si trovano ora ai minimi assoluti. Quest’estate il debito governativo che offre un rendimento negativo ammontava a $9.500 miliardi in tutto il mondo. Il mese scorso l’Austria ha emesso un bond secolare con un coupon di appena il 2,1%: se gli interessi salgono dell’1% o di più perderà quasi metà del suo valore. La domanda per i rendimenti è altissima, come mai prima d’ora nella storia dell’umanità.