Meno tasse per famiglie e aziende, ecco la riforma fiscale di Trump

28 Settembre 2017, di Mariangela Tessa

Meno tasse per la classe media, ma anche per le aziende. Dopo una lunga attesa, il presidente Usa Donald Trump annuncia all’America la sua riforma delle tasse. Una riforma che, a suo dire, sarà la più grande di tutti i tempi.

“Ridurremo le tasse per la classe media rendendo le regole molto più semplici e più giuste per tutti gli americani. Noi vogliamo una riforma fiscale che sia per la crescita, l’occupazione, le famiglie, i lavoratori. Una riforma fiscale che sia pro-America. È ora di occuparci del nostro popolo, di ricostruire la nostra nazione e di lottare per i nostri grandi lavoratori americani” ha detto l’inquilino della Casa Bianca in un comizio nell’Indiana.

La portata della manovra non è indicata anche se le stime parlano di 5 mila miliardi di dollari distribuiti sui prossimi 10 anni. Una cifra enorme anche per un’economia come quella americana che produce ogni anno ricchezza per oltre 18 mila miliardi, ma su cui pesa un debito pubblico superiore ai 20 mila miliardi.

Per le famiglie, l’ossatura della riforma indica una riduzione degli scaglioni di imposta da sette a tre. Il livello di prelievo più alto, oggi al 39,6% si porterà al 35%. La fascia più bassa salirà dal 10 al 12%. Quella intermedia è al 25%. Sgravi inoltre alle famiglie con i figli, mille dollari a bambino. “no tax area” per le famiglie con redditi annui fino a 24 mila dollari e i single con entrate fino a 12 mila dollari.

Ma nel mirino di Trump non ci sono le famiglie. L’inquilino della Casa Bianca promette alle aziende una riduzione dell’aliquota “al di sotto della media delle nazioni industrializzate”. La proposta è per un taglio delle aliquote per le aziende al 20% dal 35% attuale, sopra il 15% promesso da Trump ma sotto la media mondiale del 22,5%.

Questo è un cambiamento rivoluzionario e i grandi vincitori saranno i lavoratori della classe media con i posti di lavoro che torneranno a riversarsi nella nostra nazione, con le aziende che ricominciano a competere e con i salari che continuano a crescere”.

Parlando ai democratici, che hanno già promesso di dargli filo da torcere, il presidente Usa sottolinea:

“La riforma fiscale non è stata storicamente una questione di parte e non deve esserlo oggi. Non c’è ragione che i democratici e i repubblicani al Congresso non uniscano le forze per arrivare a questa vittoria gigantesca per il popolo americano e per iniziare di nuovo il miracolo della classe media”.  La riforma – ha concluso -non è favorevole ai ricchi e quindi “Non è buona per me. Credetemi” .