Meglio saperlo: settembre di solito è pessimo per Wall Street

7 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) –Ieri è stata una giornata abbastanza silenziosa, visto che i nord-americani non erano attivi per creare subbuglio nel mercato. In effetti la linearità della giornata londinese è stata interrotta solo dalla volatilità della sterlina, con il cable che è sceso sotto 1,5400 sulla base della forza di EurGbp.

L’Euro non è invece riuscito a rompere con vigore 1,2900 visto che i mercati sono rimasti titubanti riguardo alle problematiche di finanziamento nei paesi periferici dell’UE.

Un articolo nel Financial Times ha notato come i paesi periferici dell’EU debbano forse generare circa 80 miliardi di euro questo mese per arginare le loro finanze pubbliche… peccato che paesi come la Grecia (che necessitano di misure stringenti) sono sull’orlo della guerra civile per il disagio psicologico di massa creato dalle difficoltà economiche del paese.

Quindi questi pensieri hanno tenuto l’euro bloccato sotto 1,2900 mentre la sterlina è crollata sotto la triplice minaccia dei corsi immobiliari in calo, mercati finanziari più deboli ed una politica fiscale restrittiva in arrivo in autunno.

Dunque vediamo di mettere in prospettiva i movimenti di alcune valute in questo esordio del mese. Ad inizio agosto avevamo ricordato la tendenza dello Yen ad indebolirsi. Settembre, a livello di stagionalità, è stato un mese pessimo per il UsdChf in 8 degli ultimi 12 anni.

Infatti settembre è solitamente un mese pessimo per l’azionario USA, e questo potrebbe spiegare in parte la debolezza del greenback contro il Chf per via dei flussi “risk-off”. In più, quest’anno abbiamo anche le difficoltà reali dell’economia a stelle e strisce quindi un declino del UsdChf sarebbe legittimo anche quest’anno.

Una caratteristica ancora più interessante di settembre è l’abilità di prevedere come il mercato si comporterà nel quarto trimestre dell’anno. Sembra che l’EurUsd e il UsdJpy tengano lo stesso comportamento sia a settembre che nel 4° trimestre dell’anno. Certo la stagionalità non fornisce certezze; può però fornire un contesto in cui valutare (e capire) i movimenti delle valute per non venir colti dal lato sbagliato del mercato.

Ad esempio, se il UsdJpy salisse con decisione nel mese di settembre, sappiamo che tra ottobre e dicembre i trader potrebbero spendere un po’ più di tempo nel cercare opportunità di acquisto, o comunque ponderare di più qualsiasi opportunità di vendita per capire se le indicazioni tecniche o fondamentali siano così forti da giustificare un comportamento “anti-stagionale”.

Saltiamo ora a piedi pari all’interno dell’analisi tecnica per cercare di trarre qualche spunto per la giornata.

L’immancabile eurodollaro, dopo aver trovato una splendida resistenza (corrispondente al livello di congestione indicato più volte a 1.2920), ha ritracciato di una figura abbondante. Arrivati a questo punto crediamo che possa giocare un ruolo importante, in giornata, il livello di supporto di 1.2780, dato dal precedente massimo del 27 agosto e coincidente con il primo pivot supporto di giornata.

Passiamo al cambio UsdJpy che, neanche a dirlo, continua a mantenere la propria direzione ribassista. In realtà l’ampiezza delle candele si è decisamente ristretta, rispetto alle settimane precedenti, forse a denotare una maggiore incertezza giunti sul minimo degli ultimi 15 anni.

In questo caso comunque i livelli sono piuttosto chiari: abbiamo un supporto fondamentale a 83.60 e una resistenza che si abbassa giorno dopo giorno, seguendo il trend, passando oggi nei pressi di 85.70.

Vediamo il cambio EurJpy, allontanatosi piuttosto rapidamente dalla zona di resistenza a 109.60 (ricorderete il doppio massimo del 30 agosto e di venerdì scorso). È possibile ipotizzare che questa discesa possa trovare un supporto vicino a 107 figura.

Molto bello il grafico orario del cable. Da questo si evince infatti una precisa area di supporto che potremmo utilizzare anche per il trading di giornata. Parliamo di 1.5340, livello di minimo da fine luglio, più volte provato le passate settimane e coincidente con la media mobile esponenziale di lungo periodo (100). Una tenuta sarebbe in grado di mostrare l’altro estremo del range tenuto da qualche giorno dai prezzi, 1.5490.

Altrettanto interessante la situazione grafica del cambio GbpJpy. I prezzi infatti insistono (da due settimane) a stazionare molto vicini al minimo di 128.80. In mancanza di sconvolgimenti potrebbe valer la pena considerare il livello come supporto chiave per una ripresa sino 131.40.

Il UsdChf, dopo la breve escursione oltre il livello chiave di 1.0180 (venerdì successivamente ai NFP), si è riportato molto vicino all’area di supporto più importante degli ultimi mesi (almeno da dicembre), 1.0060. Diciamo che sino a che non avremo una fuoriuscita decisa da uno dei due livelli, una strategia di range potrebbe essere le più efficace.

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