Mega yacht: il Fisco in caccia di evasori nascosti dietro ai charter

12 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

Per evadere le tasse dichiarano di essere titolari di societa’ che noleggiano yatch di lusso invece di esserne gli effettivi possessori e, dunque, gli unici utilizzatori. Ma il fisco li ha smascherati.

Gli 007 dell’agenzia delle Entrate, nel corso dei controlli sulle attivita’ stagionali, hanno infatti individuato, in particolare in Liguria, Campania e Friuli Venezia Giulia, numerosi casi di societa’ che, sotto le mentite spoglie di ”Noleggio di mezzi di trasporto marittimo e fluviale”, coprivano invece il ”mero utilizzo personale” delle imbarcazioni di lusso (in media natanti di piu’ di 20 metri e di valore superiore a 1,5 milioni di euro) da parte dei diretti titolari.

Si tratta, spiega l’agenzia delle Entrate, di societa’ unipersonali, o con pochi soci riconducibili allo stesso ambito familiare, con minimo capitale sociale (10mila euro) che detengono un’unica imbarcazione in leasing, la cui reale attivita’ non e’ rivolta al mercato ma e’ indirizzata al ”mero godimento” del bene da parte dei diretti titolari. L’imbarcazione viene noleggiata esclusivamente ai soci o ad altre societa’ che hanno la medesima compagine sociale.

”Le compagnie di charter intercettate, quindi – spiega l’agenzia delle Entrate – rappresentano societa’ di comodo, utilizzate per celare il carattere elusivo dell’operazione e per abusare della forma giuridica societaria di noleggio”.

Ma quali sono i ”vantaggi” di costituire una societa’ di comodo? Dichiarare di svolgere l’attivita’ di noleggio, anziche’ di possedere a titolo personale la medesima imbarcazione, infatti, permette di ottenere numerosi vantaggi di natura fiscale, economica e finanziaria, come ad esempio la separazione del proprio patrimonio da quello della societa’, con il beneficio della responsabilita’ limitata, oppure il mancato esborso dell’Iva sui costi riconducibili all’acquisizione dell’imbarcazione in leasing.

E ancora: la mancata applicazione delle accise sul gasolio (circa il 50% del prezzo del gasolio), che comporta anche un risparmio in materia di Iva oppure la detrazione dell’Iva e delle spese sostenute per mantenere la barca e il suo equipaggio.

Si scopre intanto che l’inchiesta ha coinvolto anche il cantante Vasco Rossi e l’attore Massimo Boldi, oltre ad altri imprenditori e professionisti. I due artisti possiedoo due diverse imbarcazioni che sono state per l’appunto oggetto di controlli del fisco avvenuti nei porti liguri.