MEGA-AZIENDE PIU’ RICCHE DELLE NAZIONI

2 Aprile 2004, di Redazione Wall Street Italia

Secondo i dati della Banca Mondiale, nel 2003 si è mantenuta la tendenza iniziata nel nuovo millennio: delle cento maggiori economie del pianeta, 51 sono gruppi societari transnazionali e 49 sono nazioni. Il potere di queste megacorporazioni sui paesi, sulle loro economie e sulla definizione di politiche che le favoriscono è enorme.

I paesi primi della lista, in base al loro prodotto interno lordo (PIL), sono: Stati Uniti, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia, Cina, Italia, Canada, Spagna, Messico, India, Corea, Brasile, Olanda, Australia, Russia, Svizzera, e Belgio. Segue la catena di supermercati Wal-Mart, con vendite del valore di 246 mila 525 milioni di dollari nel corso del 2002, superiori persino al PIL di Svizzera, Austria o Norvegia. E ancora la General Motors, la Exxon Mobil, la Shell, la BP, la Ford, la Daimler Chrysler, la Toyota, la General Electric, la Mitsubishi, Citigroup, ING Group, la IBM ecc.

Le società petrolifere e le case automobilistiche sono state per decenni le principali economie del pianeta. Ad esse si sono aggiunte da diverso tempo le aziende di elettronica e i grandi gruppi finanziari, quali le società assicuratrici e le banche. Dall’inizio del secolo, la Wal-Mart è l’impresa più grande del pianeta e lascia dietro di sé tutte le altre. Altre grandi catene di ipermercati, come Carrefour, SA, e Royal Ahold, stanno risalendo rapidamente la classifica con volumi di vendita superiori al PIL di paesi come Perù e Nuova Zelanda.

Le seguono molto da vicino le aziende alimentari e di bevande quali Nestlè e Vivendi, mentre hanno fatto la loro entrata tra le cento maggiori economie globali le multinazionali farmaceutiche, con Merck & Co. al 99° posto sulla base delle vendite del 2002. Durante il 2003, la fusione dei giganti farmaceutici Pfizer e Pharmacia ha garantito loro una posizione molto più avanzata nella classifica, collocandosi un 40% al di sopra di Merck quanto a volume di vendite.

Dal 1990 ad oggi, le fusioni e le acquisizioni imprenditoriali hanno moltiplicato dieci volte il loro volume. Fusioni avvenute sia verticalmente (tra imprese dello stesso settore) sia orizzontalmente (tra settori differenti ma collegati) hanno dato vita a gruppi di fortissimo potere economico, in grado di controllare enormi porzioni di mercato, sia per il volume sia per la dipendenza generata con il fine di tenere sotto controllo una catena di prodotti.

Completa il quadro il controllo oligopolistico delle nuove tecnologie e la loro convergenza (biotecnologia, nanotecnologia, informatica, neuroscienze), nella ricerca e nel campo delle applicazioni industriali.

Il potere di queste megacorporazioni sui paesi, sulle loro economie (investimenti, impieghi, risorse, infrastrutture, tecnologie, commercio internazionale) e sulla definizione di politiche che le favoriscono è enorme.

L’autrice è ricercatrice del Gruppo ETC. Questi sono stralci tratti da un articolo che si basa sulla relazione Oligopoly, Inc. www.etcgroup.org Alai-Amlantina, 9/2/2004

Traduzione a cura di Sonia Chialastri, Traduttori per la Pace

Fonte: “Granello di Sabbia” – ATTAC – http://attac.org/

Per gentile concessione di NuoviMondi Media, no copyright