Mercati

Mediobanca, le adesioni all’offerta Mps superano il 35%. Chi ha detto sì

L’offerta di Mps su Mediobanca prende velocità grazie al rilancio. Dopo il conferimento del 28,8% da parte di Delfin e Caltagirone, si sono aggiunti Plt della famiglia Tortora (1,1%), Enpam (2%) ed Edizione dei Benetton (2,2%), portando le adesioni al 34,08%. E considerando che Enasarco (2,52%) è orientata a conferire, il Monte potrebbe già prenotare il 36,6%. Sullo sfondo, giovedì il cda di Mediobanca è convocato per riesaminare l’offerta.

L’effetto del rilancio

Il ritocco da 90 centesimi in cash per azione ha dunque convinto azionisti storici e investitori istituzionali e si somma al concambio dell’Ops che prevede lo scambio di 2,533 azioni Mps per ogni azione Mediobanca posseduta. Il Tesoro, primo socio del Monte con l’11,7%, sostiene l’operazione, con l’obiettivo di favorire la nascita di un terzo polo bancario attorno a Siena, rafforzato dal business commissionale di Mediobanca e dalla presenza di Banco Bpm.

A questo punto non resta che aspettare, giovedì, quando tornerà ad esprimersi il cda di Mediobanca alla luce del rilancio in contanti deciso da Siena, anche se pare difficile che il ritocco possa far cambiare la posizione già espressa da Piazzetta Cuccia, che giudica l’operazione finanziariamente inadeguata, priva di un razionale industriale e avvantaggiata dal sostegno decisivo del governo.

Plt, Enpam e Benetton aprono la strada

Tra i primi ad aderire, Plt della famiglia Tortora, attiva nelle rinnovabili e già parte del patto di consultazione di Piazzetta Cuccia, con l’1,1% del capitale (di cui lo 0,49% legato al patto). Subito dopo sono arrivate le adesioni di Enpam e della holding Edizione. La cassa previdenziale dei medici, guidata da Alberto Oliveti, ha conferito l’1,98%. I Benetton hanno messo sul tavolo il 2,2% della merchant, spinti da un progetto industriale che combina il retail tradizionale del Monte con il wealth management e il corporate banking di Mediobanca.

Con l’ingresso di Enasarco le adesioni potrebbero superare il 36%, consolidando l’efficacia dell’offerta. Ora gli occhi sono puntati sul traguardo del 50% più un’azione, che assicurerebbe al Monte il controllo della governance e l’utilizzo delle dta per 2,9 miliardi (500 milioni l’anno). Un risultato che, in caso di forte affluenza assembleare, darebbe anche la possibilità di governare le delibere straordinarie. A regime, il ceo Luigi Lovaglio stima sinergie per 700 milioni di euro annui tra costi e ricavi.

Mercato e prossime scadenze

Piazza Affari resta divisa: martedì Mps ha perso il 3% a 7,63 euro e Mediobanca il 2,8% a 20,1 euro. Gli analisti, però, sottolineano che il premio dell’11,4% rispetto ai valori precedenti al lancio aumenta le chance di superare la soglia del controllo. L’offerta di Mps si chiuderà l’8 settembre, con riapertura dei termini prevista dal 16 al 22: giorni decisivi per capire se Siena riuscirà a scrivere una nuova pagina della storia di Piazzetta Cuccia.