Media cinesi: crisi del debito come epidemia della “peste nera”

22 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Pechino – Messaggi non solo agli Stati Uniti. Pechino avverte sugli impatti negativi che potrebbe avere una crisi del debito in Europa. Il quotidiano People’s Daily, il giornale di punta del partito comunista cinese, parla del possibile scoppio della “peste nera” del debito.

Sebbene Pechino sia relativamente immune alle conseguenze dirette del problema, vista la scarsa quantità di bond detenuti, il calo delle esportazioni verso l’Europa avrebbe un impatto molto forte nell’intera economia, ancora fortemente dipendente dalla domanda estera.

“La crisi del debito in Europa ormai si protrae da circa due anni, sin dalla fine del 2009, e il problema si è sparso tra i vari paesi dell’eurozona come la peste nera nel quattordicesimo secolo”, si legge nell’articolo scritto da Zhang Zhixiang, in precedenza a capo dell’international department People’s Bank of China, e da Zhang Chao, economista presso la China Development Bank.

“L’allargarsi del problema non avrà un impatto nelle riserve del nostro paese come nel caso del downgrade dei titoli americani, perché le nostre riserve sono per la maggior parte investite in dollari. “Ma una crisi del debito in Europa porterà a un calo della domanda reale, che di conseguenza impatterà la nostra economia”.

Gli analisti stimano che la Cina investa circa 1/4 delle sue riserve, da circa $3 trilioni, in titoli di debito europei. Gli scambi commerciali tra l’area unica e il Dragone nel 2010 hanno raggiunto €395 miliardi. Le esportazioni dalla Cina verso l’Europa sono cresciute del 18,9% rispetto al 2009, raggiungendo €281,9 miliardi.

Quando si parla di peste nera si fa riferimento all’epidemia che imperverso’ in tutta Europa tra il 1347 e il 1352 uccidendo almeno un terzo della popolazione del continente.