Maxiemendamento: in pensione a 67 anni, giallo sui licenziamenti

10 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – E’ arrivato il maxiemendamento del governo in commissione Bilancio del Senato e i tempi per il via libera del ddl stabilità si sono fatti strettissimi a causa dell’intrecciarsi delle turbolenze dei mercati finanziari con la crisi di governo dopo che il premier Silvio Berlusconi ha annunciato le sue dimissioni ad ‘effetto ritardato’ al Capo dello Stato. La commissione prosegue domani i suoi lavori per giungere nella stessa giornata al via libera al provvedimento.

L’approdo nell’Aula del Senato è previsto per venerdì compresa la sua approvazione e sabato toccherà alla Camera il via libera definitivo. Tra le misure contenute nel maxiemendamento molte erano state anticipate in questi giorni: si va dalle dismissioni immobiliari e dei terreni statali alla liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dalla riforma delle professioni con l’abrogazione delle tariffe minime a nuovi aumenti per le accise della benzina, dalla mobilità per gli statali alla possibilità di una sorta di cassa integrazione all’80% dello stipendio.

C’è anche un pacchetto sul lavoro con le misure sull’apprendistato e quelle per favorire le donne e i giovani. Non ci sono invece le misure sui licenziamenti più facili.

Per qualche ora si e’ diffusa la notizia che nel provvedimento ci sia anche la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori per consentire licenziamenti più facili, ma quanto riferito dal senatore Elio Lannutti (Idv) dopo aver ascoltato l’illustrazione del testo in Commissione Bilancio è un evidente abbaglio, come precisa il sottosegretario al Tesoro, Antonio Gentile: “Il ministro Tremonti – afferma – nell’illustrare il maxi-emendamento non ha mai parlato, né accennato, ad una eventuale modifica né dell’art. 8 né dell’art. 18, che sarebbe stata inserita nel testo del decreto presentato al Senato”.

Gentile assicura che in Commissione il ministro dell’Economia ha sostenuto che “non saranno apportate modifiche ai due articoli in questione”.

I lavori della commissione Bilancio sono proseguiti ieri in notturna per poi interrompersi e riprendere stamattina in vista dell’ok domani stesso.