MARKET ABUSE, BERLUSCONI FA ANCORA AGGIOTAGGIO

15 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi esiste il pericolo di «opa ostili» su «molte validissime imprese italiane» che oggi hanno «una quotazione che non corrisponde assolutamente al loro giusto valore».

Queste dichiarazioni sono di una gravita’ estrema, perche’ equivalgono a dichiarare “alcuni titoli di societa’ pubbliche sono scesi troppo, rifacciamoli salire; e sapete, gira il rumor che qualche grosso fondo estero voglia lanciare un takeover su titoli di Piazza Affari come Eni, Enel e Finmeccanica”. Non si e’ mai visto, in nessuno dei paesi del G7, un capo del governo che continua sistematicamente a violare le leggi vigenti, nell’impunita’ assoluta, protetto dal “lodo Alfano” e dal silenzio assoluto della politica e della grande stampa, tramite ripetute dichiarazioni sul valore di aziende quotate che possono alterare i prezzi in borsa.

Negli Stati Uniti al Presidente George Bush non sarebbe mai permessa alcuna dichiarazione pubblica suscettibile di influenzare i mercati finanziari. In nessun paese occidentale cio’ e’ tollerabile. E la grave crisi finanziaria mondiale accompagnata dai drammatici ribassi in borsa di queste settimane non sono una giustificazione valida. Questo e’ market abuse al massimo livello, il reato si chiama aggiotaggio ed e’ compiuto intenzionalmente dal capo dell’esecutivo allo scopo di sostenere i corsi azionari depressi. L’aggiotaggio è un reato, disciplinato dal codice penale, con l’articolo 501, intitolato “Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio” (Leggi i dettagli sull’aggiotaggio).

Gli altri poteri costituzionali, in primo luogo il giudiziario, dovrebbe prendere provvedimenti urgenti. Il Parlamento non esiste piu’, l’opposizione, sfiancata dal crollo dei consensi e da un capo del governo che viaggia in popolarita’ sopra al 70%, non sa neanche di cosa di parli e non e’ in grado di articolare alcunche’. Le autorita’ di controllo dello stato, come la Consob (Commissione nazionale per le societa’ e la borsa), certamente non fanno il loro dovere, se continuano a lasciar passare senza provvedimenti le dichiarazioni di Berlusconi (peggio: il presidente della Consob Lamberto Cardia ha espreso lo stesso identico concetto vedi sotto).

«Io ho notizia che i paesi produttori di petrolio che hanno molti fondi stanno acquistando massiciamente sui nostri mercati», ha spiegato il premier conversando con i giornalisti al termine vertice del Ppe a Bruxelles. Ieri anche il presidente della Consob, Lamberto Cardia, in un’audizione al Senato aveva ammonito: la situazione dei mercati finanziari può esporre alcune società quotate italiane a scalate ostili.


Speculazione in Borsa. Nelle Borse – ha aggiunto il premier – è in corso una attività speculativa: «Credo che la Borsa sia anche il teatro della speculazione, dove si possono realizzare utili sia quando è ai massimi sia quando è ai minimi. Credo che sia in campo anche ora una attività di questo tipo».


Ci sarà qualche rischio per l’economia reale. Sul rischio di recessione e sulla conseguente necessità di intervenire con misure a sostegno dell’economia reale Berlusconi ha invece detto: «Certo, qualche riflesso negativo sull’economia reale ci sarà. Al momento opportuno cercheremo di intervenire con le decisioni più opportune».