Marina Berlusconi in politica. “Nella vita non si può escludere nulla”

30 Aprile 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “Per la politica ho un grande rispetto, la seguo dall`esterno con attenzione, ma il mio posto è nelle aziende, questo è il lavoro che mi piace fare”. Ma “nella vita non si può mai escludere nulla”. Parla così Marina Berlusconi, presidente Fininvest, nel corso di una intervista rilasciata al Corriere della Sera, in cui tiene a precisare che per ora sono le aziende il suo impegno.

Marina difende a spada tratta il padre Silvio Berlusconi, affermando che “ha subito in vent’anni una persecuzione giudiziaria senza precedenti”. Il premier Matteo Renzi? E’ “il nuovo che arretra”.

“La leadership non si eredita, bisogna sapersela costruire, passo dopo passo, nel tempo, con umiltà, sacrificio, passione. E soprattutto con rispetto: per se stessi e per gli elettori”. Marine Le Pen “è cresciuta a pane e politica. Io ho scelto un`altra strada. E sono soddisfatta della mia vita. Mi ha riservato molte fortune, sia nel lavoro che a livello personale. E la più grande è quella di avere un marito e dei figli come quelli che ho. Detto questo, so che nella vita non si può mai escludere nulla. Quindi, oggi è così. Un domani, se capitasse, la politica, chissà”

Sul governo Renzi “giudizio negativo. È giusto creare un clima di ottimismo e fiducia, ma attenzione: più forti sono le aspettative che si generano, più gravi saranno i danni se alle promesse non seguiranno i fatti. Purtroppo, è quello che sta succedendo, al di là del fumo alzato con i tweet, le slides, qualche pesciolino rosso in più e qualche auto blu in meno. Più che il nuovo che avanza, a me il premier sembra il nuovo che arretra. Sul decreto lavoro, il dietrofront dettato dalla sinistra Pd ha del clamoroso. E poi non sono né un politico né un economista, non ho la presunzione di dettare ricette, però quel che è certo è che misure come il decreto “80 euro” sono spese elettorali e non investimenti per la crescita. Posto che si trovino le coperture”.

E su Alfano: “Se di tradimento dobbiamo parlare, direi che queste persone hanno innanzitutto tradito se stesse e la propria storia. Consegnandoci una granitica certezza: l`unica cosa in cui sono grandi è la mediocrità. Il dissenso è ovviamente legittimo, ma ci sono anche i modi e i tempi giusti per esprimerlo. Quando poi si scopre che spesso dietro certe “nobili” prese di distanza ci sono in realtà soltanto faide di potere o fame di poltrone, il tutto diventa, se possibile, ancora più avvilente”.