Marchionne si sbaglia: “Fiat 500 elettrica è un gioiello”

13 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Anziche’ pensare a preparare la difesa del fortino automobilistico Usa dall’ultimo assalto della Cina – impegnata nella creazione di un business di nicchia a Detroit per contrastare il potere economico americano nel cuore palpitante dell’industria del paese – Marchionne pensa a criticare le proprie vetture e le politiche americane di impatto ambientale e risparmio energetico.

Molto critico l’opinionista del settore automobilistico Dan Neill, nei confronti dell’atteggiamento snob tenuto da Sergio Marchionne, Ceo di Fiat, rispetto ai temi di ecologia e vetture alla moda. Il manager di origini svizzero canadesi ha etichettato con “masochismo” la perversione del mercato secondo la quale un’azienda deve perdere 10 mila dollari per vettura solo perche’ questa abbia un impatto ambientale minimo.

E’ quello che succede a Fiat e Chrysler ogni volta che viene fabbricato un modello di Fiat 500e, la versione elettrica della famosa miny car torinese. A fare imbufalire Marchionne e’ il fatto che questo modello venga costruito solo per soddisfare il mandato californiano sulle emissioni zero. L’auto per il momento ha un mercato solo a Golden State.

Ma le uscite del manager all’ultimo salone dell’auto di Detroit, sebbene le cifre abbiano scandalizzato il mondo capitalistico, sono un peccato di amnesia, secondo l’analista di Marketwatch (testata finanziaria di proprieta’ di News Corp).

Fare affari in California e conquistarne la clientela e’ anche fare affari nel maggiore mercato automobilistico degli Usa. Inoltre qualsiasi compagnia automobilistica deve fare i conti con un dato di fatto: le vetture hanno un impatto e un costo pubblico nella qualita’ dell’aria, nelle infrastrutture, nelle morti delle persone per incidenti stradali.

“Si puo’ criticare la metodologia del governo californiano, si possono trarre piu’ conclusioni sul valore che hanno i mezzi elettrici per i clienti, ma non si possono evitare gli obblighi che hanno le societa’ automobilistiche per ripulire il caos che fanno.

Non e’ solo una questione politica e’ anche una questione di appeal. Ed e’ qui che Marchionne si sbaglia. “Tutti i pezzi e i colori a disposizione per il modello 500e, fanno pensare che sia quel giocattolo per ragazzini cresciuti, che la Fiat 500 ha sempre voluto essere”.

Il modello e’ semplicemente magnifico, secondo l’opinionista di MarketWatch, che la definisce “un piccolo elfo prezioso, con un leggero ronzio elettrico distaccato dal mondo e un tocco estetico stravagante”.

Inoltre la 500e non e’ certo l’unica auto che provoca delle perdite per ogni modello fabbricato. La Lexus LF-A, la Nissan GT-R e persino la reddittivita’ di molte Corvette e’ in dubbio. Ma queste vetture hanno un pregio: generano entusiamso, permettono di creare un rapporto di fiducia con i clienti e sopratutto rendono piu’ cool il brand, ridando lustro all’immagine spesso sporcata da scandali e crisi.

Una lancia va spezzata pero’ in favore di Marchionne: per ora l’auto elettrica non pare entusiasmare gli americani, tanto che, in meno di un mese, due costruttori si sono ritrovati sull’orlo del fallimento. Un duro colpo alla sfida lanciata dal presidente Barack Obama che aveva scommesso su un milione di auto verdi in strada entro il 2015.

Coda Automotive, una delle aziende più promettenti del settore dell’auto elettrica ha presentato istanza di fallimento. Fisker Automotive ha annunciato di dover licenziare il 75% dei dipendenti, lasciando ipotizzare un fallimento imminente. Il fabbricante di auto di lusso Tesla, che propone anche vetture elettriche, come altri giganti dell’auto, General Motors o Nissan, vedono un orizzonte nero.

Secondo un rapporto di JD Power e LMC Automotive, la vendita di queste vetture raggiunge lo 0,08% del mercato nel 2012 e dovrebbe toccare appena lo 0,47% nel 2015. Appena il 3% delle persone intervistate crede che comprerà probabilmente un’auto elettrica.

I consumatori sono trattenuti dall’esiguo numero di stazioni di rifornimento, dalla scarsa autonomia delle vetture, dal loro costo elevato, dai tempi troppo lunghi per la ricarica delle batterie. Secondo Jason Kavanagh, dell’azienda Edmunds.com, valuta che le vetture totalmente elettriche non supereranno l’1% del mercato americano prima del 2040.

Intano arrivano altre grane per Marchionne e Fiat: in Brasile le case auto sono sotto accusa per gli incidenti stradali. Nel frattempo e’ stato imposto il blocco agli stabilimenti delle Ufficine Maserati in Italia, Spagna e Serbia per mancanza delle forniture Selmat.