Manovra verso fiducia. Pensioni rivalutate solo fino a 1.500 euro

26 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Si è concluso con un quasi nulla di fatto l’esame della commissione Bilancio del Senato sulla legge di Stabilità: il testo è stato approvato alle 2.30 di notte, ma senza il mandato al relatore. Ciò vuol dire che, teoricamente, decadono tutte le modifiche approvate. Il governo, però, punta a recuperarle in un maxiemendamento, su cui porrà la fiducia.

Nella conferenza dei capigruppo fissata alle 9 a palazzo Madama la decisione sulla nuova tempistica: la manovra è attesa in aula dalle 9.30 (emendamenti alle 10) ed è già nota l’intenzione del governo di porre la questione di fiducia. Il punto, ora, è su quale testo e con quali tempi: la questione di fiducia potrebbe esser posta sul testo originario del governo o, più probabilmente, su un maxiemendamento nel quale lo stesso esecutivo recepirebbe (tutte o in parte) le proposte di modifica già approvate dalla commissione Bilancio e anche quelle solo presentate, come ad esempio l’emendamento sulla tassazione della casa depositato ieri dai relatori e non esaminato (si è arrivati ad esaminare solo fino all’articolo 15, mentre il riordino delle tasse sulla casa è l’articolo 19).

C’è poi il problema dei tempi: il governo deve velocizzare per arrivare alla fiducia entro stasera e non sovrapporsi al voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi, che si svolgerà domani. Molti in Senato puntano il dito proprio sull’ostruzionismo di Forza Italia e Lega per allungare i tempi e andare a ridosso del voto sulla decadenza per farlo slittare. Da Forza Italia, però, si difendono: «E’ il governo che ha allungato i tempi, presentando l’emendamento sulla casa in ritardo».

«Su quale testo si porrà la fiducia lo deciderà il governo, tenendo conto del lavoro della Commissione – spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini – È possibile che gli emendamenti approvati vengano utilizzati, salvo che non si scopra che sono scoperti. Mi auguro comunque che si possa tener conto della sintesi riassunta negli emendamenti dei relatori e del governo in questi giorni di faticoso lavoro».

«Non è la prima volta che capita che non si dia il mandato al relatore – dice il presidente della Commissione Antonio Azzollini (Ncd) – Era già successo nel 1996, ma io stavo dall’altra parte».

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Il Messaggero – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

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di Andrea Bassi

Problemi di copertura. La giustificazione ufficiale è questa. L’adeguamento all’inflazione delle pensioni “medie”, quelle superiori a 1.500 euro al mese, non ci sarà. Non ci sono le risorse necessarie.

Tra le pieghe del bilancio pubblico il governo e i relatori della legge di Stabilità, Giorgio Santini del Pd e Antonio D’Alì del Pdl, non sono riusciti a trovare le risorse necessarie, almeno 200 milioni di euro, per far scattare la rivalutazione di quelle fino a 2.000 euro. Se ne riparlerà nel passaggio alla Camera della manovra. Ma le speranze che i soldi saltino fuori non sono molte. In Commissione bilancio al Senato è stato necessario effettuare una scelta, una priorità alla quale destinare gli ultimi fondi trovati raschiando il fondo del barile. Si è scelta la casa.

Ai Comuni sono andati 500 milioni di euro aggiuntivi per consentire ai sindaci di deliberare delle detrazioni per esentare le prime case dal pagamento della Iuc, la tassa che sostiuirà l’Imu.

Sulle pensioni, dunque, rimarrà il meccanismo di rivalutazione già deciso dal governo e inserito nel testo iniziale. Quelle fino a 1.500 euro saranno adeguate al 100% del caro vita.

Quelle tra i 1.500 euro e i 2.000 euro saranno rivalutate fino al 90% dell’inflazione, quelle fino a cinque volte il minimo (2.500 euro) si vedranno riconosciute il 75%, mentre quelle fino a sei volte il minimo (3.000 euro), avranno una rivalutazione del 50%. Oltre sei volte il minimo resterà il blocco. La conseguenza è che a saltare, olrte alla rivalutazione, sarà anche il prelievo del 5% sulle pensioni d’oro, quelle superiori a 90 mila euro l’anno. Non sono le uniche novità emerse ieri dai lavori parlamentari sulla Stabilità. Tra gli emendamenti c’è anche la cosiddetta «rottamazione» delle cartelle di Equitalia.

LE ALTRE MODIFICHE

Chi ha una partita aperta con l’agente della riscossione potrà sanarla pagando il 100% delle tasse dovute più le sanzioni, mentre nulla sarà dovuto per gli interessi. Questo, a conti fatti, significa in media uno sconto del 30% sulla cartella esattoriale. Anche su un altro tema delicato, quello della sdemanializzazione delle zone attigue alle spiagge, è stato raggiunto un accordo.

Nel provvedimento è stato inserito un principio di delega per rivedere il meccanismo delle concessioni e definire il passaggio alle Regioni. Sullo stesso tema, inoltre, è stata inserita la possibilità di pagare a rate le pendenze giudiziarie relative ai canoni non pagati fino a settembre di quest’anno. Se sulle spiagge Pd e Ncd sono riusciti a trovare un’intesa, sulla vicenda della costruzione dei nuovi stadi le decisioni sono state rimandate al passaggio del testo alla Camera. Comunque la possibilità di costruire edilizia residenziale e commerciale in zone non contigue agli impianti non dovrebbe trovare posto nelle norme.

VOTO SPRINT

Sciolti gli ultimi nodi la Commissione è andata avanti tutta la notte per poter far approdare il testo in aula dove oggi sarà messo in votazione con la fiducia. Una fiducia, ha spiegato il ministro per i rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, «necessaria non soltanto per garantire i tempi di approvazione ma anche per verificare politicamente, con chiarezza e senza ambiguità, nel luogo proprio e sull’atto più importante, il rapporto fiduciario tra governo e maggioranza parlamentare».

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