Manovra recessiva. Spread non scende per merito di Monti

7 Dicembre 2011, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Si dice “profondamente deluso” dalla manovra Monti e ritiene anche che lo spread tra Italia e Germania non stia scendendo per le misure di austerity lanciate dall’esecutivo italiano, quanto per le speranze che l’Europa riuscirà a raggiungere un accordo per risolvere la crisi dei debiti sovrani. E a tal proposito, sul futuro dell’Unione europea, si definisce “pessimista nel breve ma più ottimista nel lungo periodo”.

Parla Giulio Sapelli, storico dell’economia alla Statale di Milano, intervistato in esclusiva da Wall Street Italia.

WSI – La manovra Monti ha raccolto diverse critiche ed è stata definita recessiva per l’economia italiana, oltre che iniqua. Qual è la sua opinione a riguardo?

Sapelli – Sono profondamente deluso. Se l’obiettivo era avere un governo tecnico senza proposte nuove… ma questo non si può definire neanche un governo tecnico, più che altro e’ un governo di pacificazione nazionale, che ha riportato la calma in un contesto politico che stava degenerando, in senso metaforico, in una guerra civile. La manovra è sostanzialmente recessiva, aumenta le tasse e non taglia in modo strutturale le spese. Sul fronte delle pensioni, l’aumento dell’età pensionabile è stato troppo drastico. Inoltre il sistema contributivo va a penalizzare di per sé i più poveri. Deludente anche e soprattutto l’assenza di un intervento deciso sulla vendita dei patrimoni dello stato. E anche sul fronte delle aziende, le agevolazioni fiscali, pur approvate, sono deboli.

WSI – Ma lo spread italiano continua a scendere e ora viaggia anche sotto quota 400 punti base.

Sapelli – Non è per la manovra Monti che lo spread sta scendendo. I mercati più che altro stanno scommettendo su una soluzione europea, dopo l’accordo raggiunto tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy.

WSI – E’ vero però che nell’annuncio congiunto di ieri, anche Sarkozy ha stroncato l’ipotesi degli eurobond, considerata da molti economisti tra gli strumenti che potrebbero salvare l’Europa.

Sapelli – Lentamente si arriverà anche agli eurobonbd, anche se io preferirei un cambiamento nello statuto della Banca centrale europea, che facesse diventare l’istituto di Francoforte prestatore di ultima istanza. Noi stiamo pagando ora un caro prezzo, che è quello del nazionalismo tedesco: si dice che i tedeschi perdono le guerre, ma vincono nei momenti di pace. Ecco, è quanto sta accadendo ora, con la Germania che sta attuando un vero takeover europeo. Ma la Merkel sbaglia e in ogni caso sarà travolta dalle elezioni: a quel punto, si spera che si faccia avanti una personalità alla Kohl, che comprenderà gli errori della Merkel.

WSI – Dopo l’allarme lanciato dall’agenzia S&P sull’Europa e sul possibile downgrade di Francia e Germania, come vede nel breve il futuro dell’Europa?

Sapelli – Sicuramente la Francia e la Germania perderanno la tripla AAA. Siamo in presenza di un oligopolio finanziario il cui obiettivo è quello di “tosare il gregge dell’Eurozona”. E’ bene però tener presente che “si possono anche tosare le pecore ma non è che si ammazza il gregge”.

WSI – Lei ritiene dunque che alla fine una soluzione alla crisi dei debiti sovrani si troverà?

Sapelli – L’Europa è in decadenza da dopo la prima guerra mondiale ed è stata salvata dagli effetti del secondo conflitto mondiale dagli Stati Uniti. Saranno ancora gli Usa che decideranno il destino dell’Europa e che soprattutto non faranno affondare l’eurozona. A chi dice che anche gli Stati Uniti presentano debiti e deficit preoccupanti rispondo che la forza americana è dettata dalle armi, non tanto dall’economia. E sarà alla fine per questo motivo che gli Usa non permetteranno mai che l’Europa fallisca: gli interessi strategici e militari sono troppi, per permettere che affondi anche solo l’Italia.