Manovra: polemica Berlusconi-Bersani sulla fiducia

9 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Dal governo nessun passo indietro sulla richiesta del voto di fiducia sia alla Camera che al Senato: in una nota Palazzo Chigi sottolinea che si tratta di una decisione “necessaria” e “responsabile”, perché la manovra è “provvedimento fondamentale per la stabilità finanziaria del nostro Paese”.

Nel difendere il voto di fiducia il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi usa toni perentori: “E’ stato un atto di coraggio”. Poi aggiunge: “Se il governo dovesse andare sotto, andiamo a casa”.

Polemico il segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani: “Non mi si parli di coraggio, perche’ dopo 33 voti di fiducia, significa aver paura, non aver coraggio”.

“Come opposizione – ha aggiunto Bersani – noi garantiamo i tempi dell’approvazione della manovra e garantiamo che siano 24 miliardi. Ma se siamo in un regime parlamentare dobbiamo potere discutere di altre proposte per spostare il carico della manovra, se no siamo in un altro sistema”.

Disegno di legge sulle intercettazioni. Berlusconi difende il provvedimento: “Ero e resto convinto – ha detto il premier – che sia una legge sacrosanta che ricalca un ddl approvato con una maggioranza bulgara ai tempi del governo di sinistra. Eppure allora nessuno parlo’ di legge bavaglio e di attentato alla libertà. Per la sinistra – ha aggiunto Berlusconi – la democrazia e la libertà esistono solo quando governano loro”.

Per Bersani, “che la legge sia sacrosanta lo sostiene solo” Berlusconi. “La propaganda e i diversivi sono inaccettabili, senza capo ne coda. Se Berlusconi vuole fare una legge come era la nostra, si prenda le proposte che stanno al Senato e le approvi.

Il leader della Lega Umberto Bossi si augura “che il provvedimento venga approvato senza porre la fiducia”.