Manifatturiero Cina al minimo in 12 mesi, Shanghai scommette su iniezione liquidità

23 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Nuove notizie negative dal fronte economico della Cina. Nel mese di aprile, l’indice che misura le condizioni di salute dell’attività manifatturiera del paese – l’HSBC China Manufacturing Pmi – è scivolato al minimo dall’aprile del 2014, dunque in 12 mesi.

Il dato si è attestato a quota 49,2 punti, al di sotto delle attese di 49,6 punti di Bloomberg, e in evidente fase di contrazione, in quanto inferiore ai 50 punti (soglia di demarcazione tra fase di contrazione – valori al di sotto – e di espansione – valori al di sopra).

Tuttavia, dopo il sell off dell’avvio delle contrattazioni sulla borsa di Shanghai, l’indice Shanghai Composite è ora in rialzo, con gli investitori che speculano su nuove iniezioni di liquidità da parte della People’s Bank of China, la Banca centrale cinese.

Neanche una settimana fa, lo scorso 20 aprile, la People’s Bank of China ha tagliato l’ammontare di cash che le banche devono detenere sotto forma di riserve bancarie, per la seconda volta in due mesi, iniettando così più liquidità nella seconda economica al mondo. Il reserve requirement ratio (RRR) per tutte le banche è stato abbassato di 100 punti base al 18,5%.

Il taglio è il maggiore dalla crisi finanziaria del 2008. Aumentano le speculazioni secondo cui la Cina potrebbe decidere di prendere esempio dalla Bce, non solo lanciando un programma LTRO, ma anche ricorrendo a una forma di QE.

(Lna)