MANAGER MEDIASET ACCUSATI DI RICICLAGGIO

8 Ottobre 2009, di Redazione Wall Street Italia
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(WSI) – Per quattro manager Mediaset in Svizzera la prossima settimana sarà aperta un’inchiesta formale per riciclaggio di denaro. Lo riporta l’agenzia Associated Press. Lo scorso 2 settembre i pm svizzeri hanno chiesto all’ufficio federale delle inchieste di aprire il procedimento, ha detto all’agenzia di stampa Walburga Bur, portavoce del ministero della Giustizia.

I quattro manager sono accusati di riciclaggio di denaro in relazione a un’inchiesta sulla sovravalutazione di film e diritti tv. L’inchiesta è in pratica un filone di quella di Milano, secondo la quale Mediaset ha acquistato dal 1992 al 1999 diritti tv a prezzi gonfiati di film americani. Secondo l’inchiesta italiana le accuse sono di appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio. Se puo’ interessarti, in borsa si puo’ guadagnare accedendo alla sezione INSIDER. Se non sei abbonato, fallo subito: costa solo 76 centesimi al giorno, provalo ora!

L’inchiesta ha per oggetto fondi di Mediatrade spa, la società che dal primo febbraio 1999 aveva sostituito Mediaset e la maltese Ims nell’acquisto dei diritti tv tra Los Angeles e Lugano dal 2000 al 2002, quindi anche quando Berlusconi (dal 2001) era presidente del Consiglio. La Svizzera nel 2005 ha congelato conti bancari per oltre 150 milioni di franchi svizzeri e iniziato una propria indagine su quattro manager Mediaset.

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”In merito a notizie di stampa odierne che annunciano nuove inchieste della Procura federale svizzera, Mediaset ribadisce la propria estraneita’ ai reati ipotizzati e precisa che nel cosiddetto processo Mediatrade e’ semmai parte lesa. Mediaset non ha mai accantonato fondi neri ne’ in Svizzera ne’ in alcun altro paese. E ha interrotto qualsiasi rapporto con i manager coinvolti nelle indagini. Invitiamo pertanto a evitare interpretazioni distorte che danneggerebbero ulteriormente la reputazione della nostra societa”’.

E’ quanto afferma un comunicato di Mediaset diffuso in serata alle agenzie.