“Mammoni”, tra i big Ue il primato spetta all’Italia

15 Maggio 2019, di Mariangela Tessa

Quando si parla di ‘mammoni’, l’Italia indossa la maglia rosa d’Europa. Nessuno come noi, almeno tra grandi dell’Ue, registra una percentuale così alta di ‘giovani adulti’ che vivono ancora a casa dei genitori.

La fotografia scattata da Eurostat, l’istituto di statistica dell’Unione Europea, non lascia spazio a dubbi. In Italia, dati 2017, ben la metà di coloro che hanno un’età compresa tra i 25 e i 34 anni, (il 49,3%) vive ancora con i genitori, e mediamente chi riesce a uscire di casa lo fa dopo i 30 anni.  Una percentuale molto più alta rispetto alla media dei 28 Paesi Ue che si attesta al 28,5%, che invece vede a 26 anni l’età media dell’indipendenza.

Le difficoltà economiche o le caratteristiche socio-culturali di vario genere che rallentano l’emancipazione dal menage famigliare pongono l’Italia al primo posto, tra i grandi Paesi dell’Unione, in questa classifica. Peggio di noi solo croati (59,7), slovacchi (57%) e greci (56,3%).

Tra i ‘big’ Ue solo la Spagna si avvicina al dato italiano facendo registrare una quota del 42,8%. In Germania ad abitare ancora con mamma e papà è il 17,3% della popolazione tra i 25 e i 34 anni, quota che scende al 14,9% nel Regno Unito e al 13,5% in Francia.

I più precoci si confermano i nordici: in Danimarca solo il 3,2% di questa fascia sta ancora a casa, quota che diventa il 4,7% in Finlandia e il 6% in Svezia. Parallelamente, svedesi, danesi, lussemburghesi, estoni, tedeschi, francesi, olandesi e inglesi escono di casa tra i 18 anni e mezzo e prima dei 25.

Eurostat segnala infine che in Italia il fenomeno, dopo la contrazione registrata nel 2016, quando si passò dal 50,6 al 48,9%, è in lieve ripresa. E comunque continua a interessare di più gli uomini, saliti dal 57,2% del 2016 al 57,9 del 2017, rispetto alle donne (40,6% nel 2017 rispetto al 40,3 del 2016 e al 41,7 dell’anno precedente).