Made in Italy ormai batte bandiera straniera: addio big industria

3 Settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Pirelli è solo la punta dell’iceberg. L’autunno 2015 di Azienda Italia sarà all’insegna degli addii per alcuni dei big dell’industria made in Italy, che passeranno nelle mani degli stranieri.

Quali sono le società coinvolte nel cambio di guardia?

Come anticipato, si parte da Pirelli, che dirà addio a Piazza Affari quando l’Opa della Marco Polo Industrial Holding, partecipata dalla cinese ChemChina e da Camfin, sarà conclusa. A quel punto, con l’operazione da 5,5 miliardi di euro la Pirelli batterà bandiera cinese, pur mantenendo Marco Tronchetti Provera come amministratore delegato.

Passaggio analogo per Italcementi che, entro fine anno, passerà nelle mani dei tedeschi del gruppo Heidelberg.

Mentre il prossimo 8 settembre, è prevista l’approvazione dell’Agcom e dell’Antitrust necessaria affinché Seat passi all’ egiziano Naguib Sawiris.

Ad allungare la lista, il 31 agosto il gruppo elvetico Dufry ha depositato presso Consob i documenti per acquistare dalla famiglia Benetton la totalità delle azioni World Duty Free, dopo averne rilevato il 50,1% il 24 agosto con un’operazione da 1,3 miliardi di euro.

C’è poi la De Longhi pronta a cedere ai giapponesi della Mitsubishi Electric Corporation la controllata DeLclima con un’operazione da 664 milioni di euro che dovrebbe essere finalizzata entro la fine del mese di novembre.

E infine agli sgoccioli le negoziazioni che porteranno la quota di Finmeccanica in Ansaldo Sts alla giapponese Hitachi Limited.

Fonte: Fonte: Wired