Ma quali tagli: gli stipendi dei parlamentari aumenteranno

14 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – E’ sfuggita a molti, ma l’ultima intervista a Antonio Mazzocchi, il questore del Pdl che riceve in uso gratuito l’attico sopra la sede parlamentare di Palazzo Marini e prende al tempo stesso 3.600 euro mensili di rimborso per le spese di soggiorno a Roma, e’ una pura confessione pubblica della strategia che la “casta” dei politici mettera’ in campo per impedire un taglio degli stipendi parlamentari.

Mentre i media italiani discutono da giorni del passaggio dal governo al parlamento del provvedimento sull’adeguamento alla media europea dei salari di deputati e senatori, Mazzocchi ha pronta la soluzione al “problema”.

In una conversazione con il quotidiano romano Il Tempo uno dei tre questori della Camera svela il trucco: “Negli altri paesi europei i deputati costano di piu’ che in Italia. Abbiamo gia’ ridotto il vitalizio e già ci siamo levati mille euro al mese dallo stipendio. Ma quale casta! I parlamentari italiani costano meno che nel resto d’Europa”.

Dopo le piccole riduzioni applicate a fine settembre scorso, per quanto riguarda i deputati lo stipendio base, che viene indicato come indennita’, ammonta a 5.246,97 euro netti al mese, che scendono a 5.007,36 per chi svolge un’altra attività lavorativa. Se il deputato versa la quota aggiuntiva per la reversibilita’ dell’assegno vitalizio (ossia per far percepire il trattamento al proprio coniuge in caso di morte), allora l’indennita’ netta scende rispettivamente a 4.995,34 e a 4.755,73 euro.

Questi importi non conteggiano le tasse locali, che mediamente incidono per circa 250 euro al mese. E’ prevista poi una riduzione del 10% per la parte del reddito che supera i 90 mila euro lordi all’anno e del 20% sopra i 150 mila euro. Ma ci sono poi altre voci che fanno lievitare la busta paga, come la diaria e il rimborso spese. Che nel caso di Mazzocchi e’ pari a 3.600 euro per il soggiorno a Roma.

Ecco il testo integrale dell’intervista a Mazzocchi:

Onorevole Mazzocchi, anche questa volta gli stipendi dei parlamentari si salvano.

«Voglio sfatare un mito. Un deputato italiano costa allo Stato 20 mila euro al mese, uno francese 23 mila. Stessa cifra per tedeschi o inglesi. La differenza è che a un parlamentare che vive fuori Parigi, la Francia gli paga casa, studio e ben due assistenti. Da noi, invece, i soldi vengono dati direttamente agli onorevoli». Dunque il taglio dell’indennità è un falso problema. «La nostra indennità è già in linea con quella dei parlamentari degli altri Paesi europei».

Solo demagogia e antipolitica?

«La demagogia c’è perché gli elettori non vedono una classe politica qualificata. Nella Prima Repubblica i costi erano anche maggiori ma nessuno ha mai protestato. Adesso si esagera. Non vorrei che si compromettesse la democrazia e che in Parlamento entrassero soltanto gli industriali».

Torniamo ai soldi. L’indennità sarà anche meno di 5 mila euro ma poi c’è tutto il resto che porta la vostra paga mensile a 12 mila euro…

«Alcuni servizi la Camera dovrebbe gestirli direttamente».

Come i soldi per l’assistente parlamentare? Sono 4 mila euro che vanno nelle tasche di ogni deputato, ma soltanto pochissimi li «girano» tutti alla segreteria.

«Lo so. Alcuni deputati danno pochissimi soldi ai loro collaboratori».

E poi, scusi, ma ha senso assegnare quasi 4 mila euro al mese a ogni onorevole per il «rapporto eletto-elettore» se c’è una legge elettorale senza collegi?

«È così. Ora i deputati sono nominati. Certo se cambiasse la legge sarebbe diverso. Per questo dico che alcune voci le dovrebbe gestire la Camera. Potremmo anche rimborsare i deputati soltanto dopo la presentazione delle ricevute».

Ci sarebbero anche i soldi trasferiti ai partiti…

«Una parte dei contributi ai partiti si possono tagliare, si tratta di milioni di euro».

Ma lo stipendio no.

«Si può fare tutto, ma già ci siamo levati mille euro al mese e abbiamo bloccato gli aumenti dei nostri stipendi, che sono equiparati a quelli del presidente di Sezione della Corte di Cassazione. Inoltre abbiamo abolito i vitalizi. La decisione ufficiale arriverà il 14 dicembre. In ogni caso dal 1° gennaio 2012 si passerà al sistema contributivo».

Abbasserete gli stipendi ai dipendenti di Camera e Senato?

«Devono essere equiparati a quelli della pubblica amministrazione, con il riconoscimento della specificità, ma vanno ridotti».