M5S, email spiate. Grillo è sicuro: “Fango dal Pd”

7 Marzo 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – “In questi giorni la macchina del fango contro il M5S si è messa in azione, attivata dalla stampa e cavalcata dal Pd, guarda caso a ridosso di elezioni amministrative in cui il M5S corre per vincere e fa paura”. E’ quanto scrive Beppe Grillo sul suo blog dopo le notizie di stampa circa un presunto ‘spionaggio’ delle e-mail dei parlamentari Cinquestelle da parte della Casaleggio associati.

Secondo due articoli pubblicati dal Foglio, molti parlamentari del M5S temevano che i loro indirizzi mail fossero “sorvegliati” dai dirigenti del partito; e temevano che un server esterno gestito dai deputati fosse controllato dalla società a cui fa capo il fondatore del M5S, Gianroberto Casaleggio.

In particolare, viene riferito che alcuni parlamentari usciti dal Movimento 5 Stelle hanno detto che nei mesi successivi alla loro elezione in Parlamento si era creato un clima di tensione attorno alla riservatezza dei loro indirizzi mail.

Secondo quanto riportano Walter Rizzetto e Sebastiano Barbanti, due deputati usciti volontariamente dal Movimento 5 Stelle, ora nel gruppo Alternativa Libera: “appena entrati in Parlamento ci ordinarono di consegnare user e password delle nostre poste elettroniche”.

La risposta di Grillo non si e’ fatta attendere.

“L’obiettivo – si legge nel post – di questa sistematica opera di discredito del M5S non si gioca sui contenuti, ma è volta a delegittimare il MoVimento 5 Stelle recuperando notizie vecchie e accompagnandole con commenti, illazioni e supposizioni di parlamentari che non appartengono più al M5S e che oggi militano in altri partiti”.

“Quella del server “parallelo” attivato da un ex parlamentare M5S è una storia su cui siamo i primi a volere che si faccia luce e chiarezza, perché in ballo ci sono la sicurezza di dati e messaggi privati di esponenti del M5S – si legge nel post sul blog di Beppe Grillo -. Su questo server, che era pagato con i soldi del gruppo, si appoggiavano non solo indirizzi di posta elettronica e documenti di alcuni parlamentari M5S, ma contenuti e siti terzi non riconducibili ai 5 Stelle, alcuni dei quali erano stati diffidati dall’uso del logo del M5S”.

La presa di posizione del leader grillino ovviamente non ha sedato le polemiche. “Grillo e Casaleggio problema per voi non è chiedere ma fare chiarezza. Il mondo al contrario #M5spy”. ha twittato Stefano Esposito, parlamentare del PD, al quale s’è aggiunto sempre su Twitter il senatore del Partito democratico Mauro Del Barba: “Anche oggi Grillo e Casalaggio ben si guardano dal fare chiarezza sul caso #m5spy. Chissà perché non sono stupito. #reticenza5estelle”.