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M5S, Capuozzo espulsa. Ma sindaco di Quarto aveva avvertito Di Maio

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NAPOLI (WSI) –  Arriva chiaro il verdetto di Beppe Grillo sul destino del sindaco di Quarto Rosa Capuozzo. E’ lo stesso Beppe Grillo ad annunciarlo nel suo blog: “Rosa Capuozzo è stata raggiunta da un provvedimento di espulsione dal MoVimento 5 Stelle per grave violazione dei suoi principi. Perché siamo il MoVimento 5 Stelle e non un Pd qualsiasi”.

Ma allo stesso tempo un articolo del Corriere della Sera mette in risalto come, in base a quanto trapelato da alcune intercettazioni, Capuozzo stessa aveva informato i vertici del Movimento 5 Stelle già a novembre.

Il sindaco Rosa Capuozzo aveva informato direttamente Luigi Di Maio. È lei stessa a raccontarlo in una telefonata intercettata dai carabinieri il 24 novembre scorso alla consigliera Concetta Aprile, specificando di aver anche chiesto un incontro «perché qualsiasi cosa, loro ci devono commissariare». Sono proprio le conversazioni tra i vari componenti del consiglio comunale a svelare la faida interna al M5S nata dal «ricatto» di Giovanni De Robbio, poi espulso, alla donna. E a confermare come, nonostante la questione fosse al centro del dibattito interno, nessuno abbia pensato di rivolgersi alla magistratura.

I carabinieri lo scrivono nell’informativa finale sottolineando come «originariamente Alfonso Cesarano aveva rivolto la sua attenzione sul candidato del Pd Mario Ferro ma a causa di una pronuncia del consiglio di Stato la lista del Pd è stata esclusa dalla tornata elettorale del 31 maggio 2015».

La prima scelta delle cosche camorriste di Quarto era per il candidato del Pd Mario Ferro “ma a causa di una pronuncia del consiglio di Stato” – così si legge negli atti processuali – “la lista del Pd è stata esclusa dalla tornata elettorale del 31 maggio 2015”. La prediletta è stata così la candidata del movimento 5 stelle, Rosa Capuozzo, “manovrabile e ricattabile”, poiché nella sua abitazione sarebbe stato compiuto un abuso edilizio e che avrebbe ricevuto pressioni per una serie di favori per il clan Cesarano proprio da Giovanni De Robbio.

Ma il primo cittadino resiste, ma dinanzi al pubblico ministro Henry Woodcock che l’aveva convocata con un pretesto, la donna non parla e non denuncia. Eppure il M5S, nella persona di Luigi di Maio, era stato informato già il 24 novembre scorso. E’ lo stesso primo cittadino che ne parla al telefona con la consigliera Concetta Aprile.

Ecco alcuni stralci delle intercettazioni tra il sindaco e la consigliera Concetta Aprile su De Robbio e il capogruppo Alessandro Nicolais, definito “schifoso”.

  • Capuozzo: “Loro non vogliono farmi cadere, mi vogliono controllare. Il mese scorso venne da me quando sono tornata da Bruxelles, lo sai che cosa mi disse De Robbio? Tu non devi scalciare… l’urbanistica e i lavori pubblici oltre al Puc queste sono le tre cose a cui mira e sta sclerando e lo stanno facendo sclerare, perché scalcia scalcia ma non sta ottenendo niente, ricatta me e non ottiene niente (…) Noi se non la finiamo va a finire che ci uccidiamo (…) Tina questi stanno impazzendo, sono due mosche impazzite Romano e De Robbio.

 

  • Aprile: Stanno impazzendo sì.

 

  • Capuozzo: Stanno impazzendo, non sanno come fermarci…

 

  • Aprile: Te lo ripeto, io faccio questioni di principio però sulla legalità. Onestà e trasparenza non mi dovete sfottere (scocciare, ndr).

 

  • Capuozzo: Ma loro l’hanno mascherata. Io vedevo la cosa lontano un miglio e mi veniva mal di stomaco hai capito?

 

  • Aprile: Va bene, io onestamente su Nicolais non pensavo che fosse così schifoso, non avevo un attimo di dubbio… Sono rimasta male, ho avuto uno schianto con Nicolais.

 

  • Capuozzo: Pure io.

 

  • Aprile: Pensavo che era un suo modo di fare un po’ cretino ma poi non pensavo che era cretino fino a questo punto, fino a rischiare veramente, a mettersi dietro a questi qua, hai capito? Perché lui sta rischiando.

 

  • Capuozzo: Certo che sta rischiando.

 

  • Aprile: Non si scordasse che siamo tutti controllati.

 

  • Capuozzo: No ma io ho già avvertito a Luigi Di Maio anche per l’eventuale espulsione, no ma che stiamo scherzando!

 

  • Aprile: No, ma hai fatto benissimo Rossella io sono d’accordo con te non avrò pietà. Onestamente io non ho proprio pietà.

 

  • Capuozzo: E io poi gli ho detto anche a Luigi che qualche sera ci dobbiamo vedere perché qualsiasi cosa veramente loro ci devono commissariare.

Intanto Grillo scrive dal suo blog, motivando l’espulsione di Capuozzo:

-“È dovere di un sindaco del MoVimento 5 stelle denunciare immediatamente e senza tentennamenti alle autorità ogni ricatto o minaccia che riceve. Perché noi siamo geneticamente diversi dai partiti che invece di sbattere la porta in faccia alla criminalità organizzata, come fatto a Quarto, la fa accomodare e sedere al proprio tavolo per spartirsi la torta. E la nostra differenza sta proprio nel non predicarla solamente, l`onestà, ma nell`applicarla giornalmente”.

I 5 stelle prendono spunto dalle parole di Paolo Borsellino per spiegare la decisione a proposito delal “necessaria pulizia da fare all`interno dei partiti, non bisogna soltanto essere onesti, ‘ma apparire onesti’, al di fuori di ogni dubbio e al di sopra di ogni sospetto”.

La notizia fa riferimento ad alcuni stralci delle intercettazioni della sindaca di Quarto rispettivamente, il 24 novembre e il 16 dicembre 2015, in colloqui telefonici con i consiglieri comunali Concetta Aprile e Alessandro Nicolais: “L’urbanistica e lavori pubblici oltre al PUC (Piano urbanistico comunale, ndr): queste sono le tre cose a cui mira e sta sclerando e sta facendo sclerare, perché scalcia scalcia ma non sta ottenendo niente, ricatta ricatta ma non ottiene niente perché io vado come un muro, non me ne frega più niente ormai”. “Io ho lottato però con minacce per la casaà io ho dettoà ma smantellatemi questa cazzo di casa, non faccio un passo indietro, ho subito minacce per qualsiasi cosa”.

E il M5S afferma:

“La camorra a Quarto ha perso, perché non è riuscita a incidere in alcun modo sull`amministrazione e tutte le richieste pervenute sono state rimandate indietro duramente. Ma dalle parole di Rosa Capuozzo è evidente che si è trattato di un caso di ricatto da parte dell’ex consigliere Giovanni De Robbio, al contrario di quanto da lei stessa sostenuto nelle sue dichiarazioni pubbliche e di quanto riferito ai membri del M5S nei diversi incontri avuti, in cui ha parlato di semplici pressioni politiche”.