LUTTWAK: TERRORISMO, BASTA PARLARE DI AL QAEDA

di Redazione Wall Street Italia
22 Luglio 2005 09:22

“Al Qaeda è un’organizzazione defunta, continuare ad invocarla fa solo un favore ai terroristi. Questi sono imitatori degli imitatori: vengono fermati solo col lavoro capillare di polizia come quello che sta facendo l’Italia, non con le grandi operazioni internazionali di intelligence”.

Edward Luttwak, studioso di sicurezza al Center for Strategic and International Studies (CSIS), analizza gli ultimi attentati a Londra in un’intervista a La Stampa. “Questi terroristi, come quelli del 7 luglio, sono musulmani locali arrabbiati. I primi erano dei dilettanti, ma sapevano costruire le bombe e hanno fatto un pò di vittime. Quelli di ieri erano imitatori dei dilettanti, e non sono neppure riusciti a far esplodere i loro ordigni. Il pericolo continuo è che si facciano avanti degli imitatori più bravi di questi, e colpiscano in maniera devastante. Ma anche i terroristi di ieri potrebbero ritentare, organizzandosi meglio”.

“Al Qaeda – sostiene Luttwak – è morta, e dobbiamo smettere di resuscitarla. Al Qaeda esisteva quando aveva una struttura di comando guidata da Osama bin Laden, basi e depositi in Afghanistan, reti di comunicazioni internazionale efficaci, e soldi che arrivavano soprattutto dai suoi ammiratori negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita. Oggi tutto questo non c’é più. I sopravvissuti pensano solo a nascondersi e riescono a malapena a parlarsi. Non sono loro che organizzano gli attacchi.

Forse li ispirano, con l’ideologia dell’odio e gli esempi del passato. Ma se noi continuiamo a puntare il dito contro al Qaeda alimentiamo questo mito e facciamo un favore ai nemici, dando risonanza internazionale al lavoro di scalmanati locali. Così incitiamo altri imitatori a copiarli in tutto il mondo”. Cosa bisogna fare, invece? “Quello che ha fatto l’Italia nei giorni scorsi, una bella retata di tutti i sospetti. Magari non c’erano le prove per incriminarli come terroristi, ma tutti sapevano che erano personaggi pericolosi. Li avete presi, interrogati, intimiditi, avvertiti che sono sotto sorveglianza costante, e magari avete anche cacciato i clandestini trovati.

Qualcuno può obiettare contro queste tattiche sul piano giuridico, ma sta ai cittadini decidere quanta legalità e quanta efficacia vogliono nella loro protezione. Gli attentati di Londra non si prevengono con l’intelligence internazionale, che infatti non ha captato alcun segnale, perché l’organizzazione centralizzata di al Qaeda non esiste più. Si tratta di piccole cellule locali, che vengono sgominate dalla polizia di quartiere. Bisogna avere agenti per le strade e informatori nelle comunità islamiche”. Quanto rischia l’Italia? “Un pò meno della Gran Bretagna, perché i vostri musulmani non vengono dalle regioni più estremiste, Egitto a parte, e sono controllati meglio. Ma dovete continuare quello che state facendo”, conclude Luttwak.

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