L’oro di Bankitalia torna alla ribalta dopo mozione Lega-M5S

1 Aprile 2019, di Mariangela Tessa

Le riserve auree di Bankitalia tornano al centro del dibattito politico italiano. A rilanciare il tema, una mozione presentata dalla maggioranza, calendarizzata per mercoledì in Aula al Senato, a prime firme di Alberto Bagnai (Lega) e Laura Bottici (M5s), che chiede all’esecutivo di

“adottare le iniziative opportune al fine di acquisire, anche attraverso la Banca d’Italia, le notizie relative alla consistenza e allo stato di conservazione delle riserve auree ancora detenute all’estero e le modalità per l’eventuale loro rimpatrio, oltre che le relative tempistiche“.

Nella mozione, pubblicata il 28 marzo, si sottolinea anche che:

la Banca d’Italia è il quarto detentore di riserve auree al mondo, dopo la Federal Reserve statunitense, la Bundesbank tedesca e il Fondo monetario internazionale; il quantitativo totale di oro detenuto dall’istituto, a seguito del conferimento di 141 tonnellate alla Banca centrale europea (BCE), è pari a 2.452 tonnellate (metriche) costituito prevalentemente da lingotti (95.493) e, per una parte minore, da monete; l’oro dell’istituto è custodito prevalentemente nei propri caveau e in parte all’estero, presso alcune banche centrali”.

Dunque, a giudizio dei proponenti dell’atto di indirizzo,

“la proprietà delle riserve auree nazionali è surrettiziamente apparsa nella discussione parlamentare come un tema di dibattito, specie dopo l’avvento del sistema bancario europeo e lo stratificarsi della normativa nazionale, rendendo dunque necessario un intervento legislativo chiarificatore”.

Polemica Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, partito che aveva già presentato una a mozione sulle riserve auree, depositata il sei febbraio scorso.

“Probabilmente per non riconoscere a Fratelli d’Italia la parternità di questa storica battaglia, la maggioranza grillo-leghista si è sbrigata a presentare una identica mozione collegata alla nostra. Siamo felicissimi di aver svegliato la maggioranza dal suo torpore, dopo che il premier Conte in Senato a un question time di Fratelli d’Italia su questo tema aveva clamorosamente dichiarato che le riserve auree appartengono a Bankitalia. È tempo di mettere fine a questa pericolosa situazione e certificare una volta per tutte che l’oro della Patria è degli italiani e non dei banchieri”.