Locomotiva tedesca si inceppa, analisti: “colpa della politica”

9 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

BERLINO (WSI) – A sopresa la produzione industriale tedesca è scesa in in ottobre, segando un meno 1,2% rispetto al mese precedente. Si tratta della contrazione più accentuata da maggio.

I dati, che si confrontano con il -0,7% di settembre, sono stati accolti freddamente dagli analisti, che puntano il dito contro le scelte politiche. Il mercato in media prevedeva un recupero dello 0,8%. L’analista Annalisa Piazza di Newedge parla di numeri “molto deludenti”, che “indicano tutto tranne che un avio di trimestre solido”.

Secondo Christian Schulz, strategist della banca Berenberg, le imprese “hanno sicuramente rinviato i loro piani di investimenti a dopo le elezioni”. E i dati sembrano suggerire che hanno prolungato l’attesa, vista la lunga fase di trattative tra Cdu e social democratici per formare un governo di grande coalizione. Da parte sua il Tesoro tedesco insiste col dire che si tratta di un fattore temporaneo e che la produzione migliorerà nei mesi successivi.

In un’intervista concessa al Sole 24 Ore, Jens Weidmann ha osservato che anche il suo Paese ha bisogno di riforme. In ambito di politica monetaria, il numero uno della Bundesbank sottolinea che la Bce ha già tagliato i tassi a novembre e che bisogna valutare gli effetti indesiderati di ogni ulteriore mossa. Nonostante l’immagine uscita in passato negli articoli stampa e le sue dichiarazioni sibilline, a giudicare dall’intervista la sua linea non si discosta molto da quella di Mario Draghi, in fin dei conti. Anche Weidmann ricorda che l’istituto è pronto ed è “in grado ad agire” se necessario.

L’Olanda dal canto suo deve vedersela con una lunga e tortuosa strada della ripresa , per usare le parole pronunciate dalla Banca centrale nazionale, in quello che è solo l’ultimo avvertimento in ordine di tempo sulle condizioni economiche fiacche di Amsterdam. La Nederlandsche Bank (DNB) vede un rialzo timido dello 0,5% nel 2014, in sintonia con le anticipazioni di S&P. L’agenzia di rating ha privato il Paese del giudizio di tripla A la settimana scorsa. Nel 2015 la crescita prevista è dello 0,9%. Niente di trascendentale, colpa anche della fine del boom creditizio, che aveva aiutato l’Olanda a uscire da una fase di recessione.

L’unica nota di consolazione arriva dal Portogallo , dove l’economia ha confermato il suo ritorno alla crescita nel terzo trimestre. Il Pil è aumentato dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Secondo l’Ocse le propsettive economiche sono in continuo ma timido miglioramento in Francia. In ottobre l’indice composito avanzato ha mostrato un aumento dello 0,19% rispetto a settembre. La seconda potenza economica dell’area euro si trova in una fase di “inflessione positiva della crescita”.

Gli analisti di BNP Paribas ritengono che la Bce sarà costretta a varare un programma in stile Quantitative Easing nel 2014. Nonostante le “sfide immense” citate da Mersch, la banca francese riconosce che l’istituto centrale dovrà intraprendere misure non convenzionale per combattere l’inflazione ancora bassa e alimentare la crescita. Nel suo rapporto Global Strategy Outlook, BNP Paribas osserva che “il quadro attuale in Europa appare particolarmente cupo”.