Lockdown e migliore qualità dell’aria hanno dato sollievo ai soggetti affetti da asma

4 Giugno 2020, di Alberto Battaglia

Il miglioramento della qualità dell’aria sperimentato durante la chiusura forzata delle attività economiche avrebbe migliorato la condizione dei soggetti colpiti da patologie respiratorie. E’ quanto afferma la British Lung Foundation interpretando i dati emersi da un sondaggio condotto su 14mila cittadini britannici affetti da malattie respiratorie. Nel complesso del Regno Unito ben due milioni di persone avrebbero osservato un alleggerimento delle proprie patologie nei mesi del lockdown. In particolare, le persone affette da asma avrebbero tratto i maggiori benefici dal miglioramento della qualità dell’aria.

“Ora, più che mai, siamo diventati tutti consapevoli di quanto sia importante prendersi cura dei nostri polmoni. Il governo, mentre il paese si riprende dal Covid-19, ha il dovere di assicurare che si possa continuare a mantenere bassi i livelli di inquinamento atmosferico”, ha detto Zak Bond, membro della British Lung Foundation.

Nel Regno Unito 12 milioni di persone convivono con patologie respiratorie, 8 milioni soffrono di asma e, fra questi, 5,4 milioni ricevono trattamenti specifici per la cura. E’ difficile affermare che il miglioramento della qualità dell’aria sia l’unica causa di questo fenomeno, ma resta il fatto che, durante il lockdown, le visite ospedaliere nei dipartimenti dedicati all’asma si sono dimezzate. La paura di contrarre il coronavirus potrebbe certamente aver giocato un ruolo importante nello scoraggiare la frequentazione degli ospedali.

Non è il primo studio ad aver evidenziato i benefici per la salute apportati dal miglioramento della qualità dell’aria negli ultimi mesi. Uno studio condotto dal Centre for Research on Energy and Clean Air (Creca) sulla base dei dati provenienti dai Paesi europei, ha calcolato, infatti, che durante il mese di aprile è stata osservata una riduzione del 40% del diossido di azoto, e del 10% nei livelli di particolato nell’aria – fattori che avrebbero salvato 11mila vite.