L’Italia aspetta verdetto di Moody’s, oggi il responso sul rating

5 Novembre 2021, di Mariangela Tessa

Un’ondata di ottimismo si abbatte sull’Italia. Dopo che nelle ultime settimane si sono già espresse sia Standard &Poor’s sia DBRS, oggi tocca all’agenzia Moody’s comunicare il suo giudizio sull’Italia. L’ultima volta che si è espressa  è stato a inizio maggio: in quell’ occasione, l’agenzia di rating aveva confermato giudizio Baa3 con outlook stabile.

Moody’s : cosa attendersi oggi?

“È probabile che l’Italia venga promossa da Moody’s Investors Service in un orizzonte di nove mesi, ma oggi potrebbe essere troppo presto per agire”, hanno spiegato gli strategist di Citi, che vedono La riunione di dicembre della Banca centrale europea sugli acquisti di asset molto più importante per i titoli di Stato italiani.

Il responso dell’agenzia statunitense giunge dopo i recenti pronunciamenti di Dbrs, che la scorsa settimana ha mantenuto invariato il rating a BBB (high) ma migliorato il trend da negativo a stabile, e di S&P che lo scorso 22 ottobre ha ritoccato al rialzo l’outlook a positivo.

Fitch: appuntamento il 3 dicembre

A completare la serie delle valutazioni delle maggiori agenzie, manca Fitch, che si esprimerà il 3 dicembre, dopo che a giugno aveva confermato un rating BBB- con prospettive stabili. Due settimane fa, anticipando il giudizio, l’agenzia di rating aveva fatto sapere che le prospettive del rating sull’Italia dipenderanno dalla sostenibilità del debito e dalla crescita, dove sono “cruciali” le riforme e l’uso dei fondi del recovery.

Fitch prefigura un’azione negativa sul rating se gli effetti negativi della pandemia sulla crescita dovessero trascinarsi, o se il Governo “non riuscisse a stabilizzare il debito/Pil oltre il 2021″.

Al contrario, una strategia di consolidamento dei conti di medio termine sarebbe ‘”rating positive”, così come “una ripresa economica più forte e maggior fiducia nelle prospettive di crescita di medio termine, specie se suffragata da riforme strutturali”.

Dopo la giustizia, dove Fitch riconosce il cambiamento dopo i passati tentativi falliti, “altre riforme sono programmate ma non è chiaro se la loro approvazione avrà lo stesso successo. Ci aspettiamo che trovare un accordo fra i partiti della ‘grande coalizione’ sulla riforma del fisco e sulla concorrenza sarà più difficile”.

Fitch prevede una crescita del 5,7% per il 2021, del 4,3% nel 2022 e del 2,5% nel 2023. L’andamento favorevole di crescita e bilancio pubblico hanno portato l’agenzia di rating a rivedere in meglio la traiettoria del debito a 155% del Pil a fine 2021 (prima era 159%), e successivamente “cali soltanto marginali fino al 2030”.