Licenziato e in cassa integrazione riapre azienda, assume ex colleghi

di Redazione Wall Street Italia
18 Aprile 2012 14:26

Padova – Nel 2011, a 43 anni Cristian Stangalini è stato messo in cassa integrazione dalla multinazionale Metal Welding Wire, specializzata nella lavorazione del ferro, con sede a Bergamo e si è visto chiudere lo stabilimento di Correzzola (Padova) che dirigeva. Oltre a lui altri 42 colleghi hanno perso il lavoro.

Come riporta ‘Il Mattino di Padova’, al termine della Cig, il 43enne padovano è stato lasciato a casa. La reazione alla crisi di Stangalini è stata più forte del licenziamento. Da dipendente si è trasformato in imprenditore. Dalle ceneri dell’ex azienda, Stangalini ne ha fondata un’altra riassumendo quindici ex colleghi. Risultato: la sua Omp-Fili srl produce 450 tonnellate di fili per saldatura al mese e il fatturato previsto a fine anno sarà di almeno quattro milioni di euro.

Il 43enne neo imprenditore è convinto che, sebbene la crisi sia innegabile, la soluzione non può essere “la paralisi”. “Quando l’azienda per cui lavoravo ha deciso di chiudere lo stabilimento padovano – ha spiegato – era evidente che non era un problema legato alla mancanza di lavoro. Sarebbe stato un delitto gettare alle ortiche tutto. Ma non è stato facile ripartire, perché al di là di tanti proclami, si è soli a combattere qui fuori”.

Grazie all’aiuto della moglie, che è anche socia dell’azienda, e al patrimonio di risorse professionali rappresentato dagli ex colleghi, l’azienda di Stangalini rappresenta un esempio straordinario. Ma c’è anche l’amarezza di sapere che: “Chi vuole fare l’imprenditore oggi è questo che deve sapere: non ci si può aspettare nulla da nessuno”.