LICENZE UMTS, TUTTI AI NASTRI DI PARTENZA

9 Maggio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Tutti ai nastri di partenza. Inizia finalmente la gara, che si preannuncia già molto animata, per l’assegnazione della licenza per i telefonini di terza generazione.

Come primo atto, il Governo martedì ha affidato al Crediop l’incarico di advisor nella competizione per l’assegnazione delle licenze Umts.

L’istituto, secondo quanto si apprende, avrebbe chiesto un compenso molto elevato, pari a circa 15 miliardi.

Ma la novità consiste nel fatto che per la prima volta non sarà il Governo a saldare il conto, bensì le cinque società che verranno considerate idonee a vincere la gara per la produzione dei telefonini digitali.

Questa notizia, comunque, sembra non aver scoraggiato le varie società di telecomunicazioni. Oltre ad Telecom, Andala, Blu, Dixit, solo per citarne alcune, la lista dei concorrenti si infoltisce di ora in ora.

Proprio oggi infatti anche la Tlc Utilities, una società milanese controllata per circa 80% da Alitalia, ha fatto sapere di avere contatti con alcuni dei “player” in lizza.

Intanto vengono confermate le indiscrizioni circolate in questi giorni sulle modalità della competizione. Il Governo, infatti, ha optato per una gara in due tempi a licitazione privata. La prima fase consisterà in una sorta di preselezione dei contendenti.

Ciò permetterà al Crediop di valutare le garanzie tecniche, economiche e i piani industriali delle società in gara; nella seconda fase, invece, verranno esaminate le offerte presentate e gli eventuali rilanci.

“Queste procedure – ha affermato il ministro delle comunicazioni, Salvatore Cardinale – offrono le necessarie garanzie di trasparenza e consentono di valutare la qualità delle imprese e degli impegni assunti da esse e, insieme, riconosce all’elemento ‘prezzo’ l’importanza necessaria per una gara come questa”.

In pratica, secondo quanto a fatto intendere il ministro, non è da escludere che gli introiti che lo Stato incasserà dalla concessione delle licenze per l’Umts potranno essere superiori ai 25.000 miliardi stimati dal presidente del Consiglio, Giuliano Amato.

La palla passa ora alle società di telecomunicazioni, che già stanno affilando le armi in vista dell’imminente duello.

Gli operatori che non hanno i soldi non devono competere, manda a dire il presidente della Telecom Italia, Roberto Colaninno, ma finora nessuno si spaventa alla possibilità di dover sborsare quasi 5.000 miliardi.

Renato Soru ha annunciato che Andala, il consorzio di tlc di cui è amministratore delegato, non si tirerà indietro dalla competizione e per garantirsi un posto tra le “cinque sorelle” potrebbe addirittura allargare la compagine azionaria facendo entrare operatori stranieri.

Niente ricorso a capitali esteri per Blu, che forte del suo azionariato nazionale composto da Autostrade, Benetton e Caltagirone, dovrebbe confermare la volontà di partecipare alla gara.

L’annuncio, con tutta probabilità, verrà dato in occasione di una conferenza stampa che si terrà venerdì per illustrare le strategie di ingresso nel mercato della comunicazione mobile.