Senato Usa mette Libra sulla graticola: “Facebook non merita la nostra fiducia”

17 Luglio 2019, di Alberto Battaglia

Avete capito in ritardo che i russi avevano usato la piattaforma per influenzare le elezioni presidenziali del 2016, “ora Facebook vuole controllare l’offerta di moneta: immaginate che cosa potrebbe andare storto?”. Con questo tono generale, i senatori Usa hanno sottoposto a oltre due ore di domande il responsabile di Libra per Facebook, David Marcus (ex presidente di PayPal, in foto). Una sequenza di dubbi, scetticismi, quando non di sarcasmo, ha investito il nuovo progetto del social network, il cui obiettivo è creare una valuta digitale dal valore stabile e che consenta di trasferire denaro con la facilità di messaggio in chat.

“Facebook è pericoloso”, ha dichiarato in un altro intervento il senatore Sherrod Brown, “Facebook ha dimostrato, scandalo dopo lo scandalo, che non merita la nostra fiducia … Saremmo pazzi a dare loro la possibilità di sperimentare con i conti bancari delle persone”.

Marcus, visibilmente teso, ha provato a fornire qualche rassicurazione (“Per esser chiari, la Libra Association si aspetta di ottenere una licenza, di essere regolata e soggetta a supervisione”), ma il messaggio delle istituzioni americane è stato chiaro: Libra non ci convince.


E il Senato americano non è il solo a nutrire dubbi. “Direi che questa è prima di tutto una questione di sovranità”, ha detto in un’intervista a Cnbc il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, “Ci gli Stati, Stati Uniti, Francia, Germania, Italia – tutti gli stati sovrani con monete sovrane: dollaro, euro e così via… e si stanno attaccando ad alcuni impegni molto forti, alcune regole molto forti. Non possiamo accettare una nuova valuta con lo stesso tipo di potere, senza lo stesso tipo di regole, senza lo stesso tipo di impegni e senza lo stesso tipo di obblighi“.

Non è tutto: “C’è anche una preoccupazione per il riciclaggio di denaro, c’è una preoccupazione per il finanziamento del terrorismo”, ha detto Le Maire, “come potremmo accettare di avere ora una nuova valuta che non si atterrebbe allo stesso tipo di obbligo”.

Dati i dubbi intorno al progetto, il ceo di JP Morgan, Jamie Dimon ha rifiutato di esprimersi approfonditamente sul Libra, “Per mettere le cose in prospettiva, si discute di blockchain da sette anni e ben poco è successo”, ha detto durante la presentazione dei risultati finanziari di JP Morgan, “saremo ancora qui a parlare di Libra tra tre anni. Non ci dedicherei troppo tempo”.