LETTERE A WSI: DENUNCIA CONTRO UNICREDITO

10 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Spettabile Redazione,

intendo denunciare quella che a mio avviso e’ una grave scorrettezza
commessa dal
market maker Unicredito Italiano-TradingLab nei confronti dei suoi clienti
di covered warrant.

Gradirei la pubblicazione della presente (o una sua rielaborazione) in
quanto la ritengo di
pubblica utilita’ essendo rivolta ai risparmiatori che decidono di
utilizzare lo strumento
covered warrant.

I fatti sono i seguenti:

Un risparmiatore che decida di acquistare covered warrant, consultando il
prospetto informativo
del market maker approvato dalla Consob (quello di Unicredito
Italiano-TradingLab si trova nel
sito internet www.tradinglab.com), legge:

Al paragrafo 14 – Quotazioni ed impegni dell’emittente:

Sulla base del Regolamento dei mercati organizzati e gestiti dalla Borsa
Italiana S.P.A. – art. 2.2.20 –
l’emittente, o altro operatore da esso nominato, si impegna ad esporre in
via continuativa su tutte le
serie quotate prezzi denaro-lettera per un quantitativo almeno pari al
lotto minimo di negoziazione.

Inoltre il regolamento della Borsa Italiana afferma che il prezzo minimo
(tick minimo) di tali titoli
deve essere pari a 0,0005 euro.
Di conseguenza, chiunque incroci queste due regole deduce che un covered
warrant, indipendentemente dal
suo strike e dal suo valore intrinseco, valga almeno 1 lira (0,0005 euro)
prima della scadenza, in quanto
quello e’ il valore minimo di negoziazione ed il market maker si impegna a
fare con continuita’ denaro per
tutta la vita dello strumento.

Ebbene, questo paradigma e’ correttamente applicato da tutti i market
maker tranne che, nella sostanza,
da Unicredito Italiano-TradingLab.

Infatti, come e’ facilmente verificabile osservando fino all’ultimo giorno
di negoziazione venerdi’ 9 marzo 2001 i corrispondenti book, tutti i CW UC con scadenza 15 marzo
01, che sono out-the-money (il cui
strike, cioe’, e’ completamente irraggiungibile dai prezzi attuali) legati
ai piu’ noti titoli del MIB30,
SEAT, TIM, TELECOM, OLIVETTI, ecc., hanno in lettera mediamente 300
milioni di pezzi ciascuno al prezzo di
0,0005 euro, ma Unicredito Italiano non soddisfa l’offerta, cioe’ non
acquista tali pezzi.

Per essere precisi ed obiettivi, Unicredito Italiano compie effettivamente
degli acquisti, ma compra
50.000 pezzi alla volta (50.000 lire!!!), per un totale ogni giorno di
circa 5 milioni di pezzi contro i
300 milioni in vendita. E’ evidente che, continuando a questo ritmo, entro
venerdi’ 9 marzo non sara’
soddisfatta l’intera lettera.

Sollecitato a dare risposta a questo (commercialmente e moralmente)
ingiustificabile comportamento nei
confronti dei loro Clienti, l’Unicredito mi ha ufficialmente risposto che
si sentono pienamente in regola
con le attuali disposizioni (in effetti acquistano, come da prospetto,
pochi pezzi al giorno), e che intendono
proseguire fino a scadenza il loro atteggiamento, lasciando cosi’ scadere
e rendere di valore nullo milioni
di pezzi dei loro CW.

A spanne, osservando i book, circa 4000 persone, che stanno cercando di
vendere tali CW e che sono gia’ in
perdita, non riceveranno nemmeno il misero contentino di vedersi
valorizzati i titoli a 1 lira!!!!!

Per quanto oneroso possa essere l’esborso finale per Unicredito-TradingLab
(si tratta, sempre a spanne, di
circa 15 miliardi), il market maker ha venduto tali 15 milioni di pezzi ad
un prezzo certamente superiore
(essendo 1 lira il minimo), ed ha quindi gia’ incamerato un lauto
guadagno.

Questa manifestazione di avidita’ e disprezzo nei confronti dei loro
Clienti mi ha sconcertato.

Per quanto mi e’ dato di sapere, anche la Consob e’ stata sollecitata
all’intervento, ma si e’ trovata di
fronte un muro di gomma, non potendo far altro che intervenire solo con un
richiamo morale, essendoci il
rispetto formale della legge.

Per capire se l’atteggiamento era comune a tutti gli emittenti di CW, ho
telefonato anche ai responsabili
dei market maker concorrenti che hanno sul mercato covered warrant nelle
medesime condizioni (out-the-money
e scadenza a breve); in particolare SG (Societe Generale) mi ha garantito
il suo impegno ad acquistare, entro
la scadenza delle trattazioni, TUTTI TALI CW residui a 0,0005 euro, e
quindi di dare almeno la (seppur misera)
consolazione agli incauti o sfortunati possessori di ricevere ALMENO UNA
LIRA a titolo (che e’ sempre meglio di
zero!!!).

Volendo ulteriormente approfondire, il deprecabile comportamento di
Unicredito-TradingLab comporta anche una
discriminazione tra i risparmiatori, perche’ favorisce solo chi
temporalmente si e’ piazzato ai primi posti del
book al medesimo prezzo di 0,0005 euro; ma ho saputo che solo pochi
intermediari consentono l’introduzione della
vendita dei covered warrant A PIU’ GIORNI, favorendo cosi’ il piazzamento
temporale nel book dei loro Clienti,
mentre la maggiorparte degli intermediari consente l’insermento degli
ordini per i CW solo giorno per giorno.

I Clienti di questi ultimi intermediari non avranno quindi, a parita’ di
prezzo di vendita di 0,0005 euro, la
possibilita’ di vedere esaudito il loro ordine, ed avranno la beffa di
ricevere una minusvalenza piena.

Concludo con la parte finale della mail da me inviata ad Unicredito:

“Mi rendo perfettamente conto del vostro problema, per voi la cifra da
sborsare è elevata, ma questo vuol anche
dire che voi avete piazzato parecchi pezzi a prezzi più alti e quindi
avete già
abbondantemente guadagnato, anche riacquistando ad un prezzo ormai minimo.

Però mi chiedo: con tutto questo lauto guadagno, perchè questa
dimostrazione di avidità e di mancanza di rispetto
del Cliente?
Perchè qui, distinti signori, non si tratta solo di rispetto formale delle
norme, qui si tratta di rispetto del
Cliente (e lo scrivo apposta con la C maiuscola).

Infatti sono i Clienti la fonte della vostra ricchezza, e a maggior
ragione
lo sono quelli che, per imperizia o chissà cos’altro, si trovano ad avere
ad
oggi in portafoglio titoli che tra breve non varranno niente, ma che ora
potenzialmente hanno un minimo valore, in quanto hanno valutato con
fiducia
il vostro IMPEGNO AD ESPORRE CONTINUAMENTE TUTTI I MINUTI, TUTTI I GIORNI,
TUTTE LE SERE UN DENARO MAGGIORE DI ZERO.

In conclusione, io ritengo che in tempi di new-economy abbia molto più
valore la customer-care che non il formale rispetto delle norme; lei
infatti
mi ha risposto che TRADINGLAB si atterrà agli obblighi minimi imposti dal
provvedimento di ammissione alla negoziazione di Borsa Italiana.
Ma in realtà risponda a questa domanda: come la mettiamo con la
soddisfazione del Cliente (ed aggiungerei anche rispetto del Cliente)?

Evidentemente per voi è più importante risparmiare una manciata di
miliardi
che dare una dimostrazione di attenzione ai Clienti.
Sarà il mercato a valutare le vostre scelte.

Distinti saluti”

E’ superfluo dire che non ho ottenuto alcuna risposta.

Firmato: Roberto Squarotti, Torino.