Legge stabilità, per assicurazioni aumento tasse fondi pensione “inaccettabile”

3 Novembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – L’aumento della tassazione sui fondi pensione dall’11% al 20% “non è accettabile”. Così senza mezzi termini, il presidente dell’Ania, Aldo Minucci, in audizione davanti alla commissione Bialncio della Camera sulla Legge di Stabilità.

No anche all’introduzione dell’imponibilità Irpef dei capitali corrisposti nell’ambito di polizze sulla vita.

“Sono misure – ha detto Minucci – che penalizzano le scelte compiute dai lavoratori e dagli assicurati, in un’ottica di lungo termine, per garantirsi un tenore di vita dignitosa dopo aver lasciato il lavoro e proteggere la famiglia in caso di morte. Si tratta di un risparmio che non può in nessun modo essere considerato come una rendita e non è certamente caratterizzato da alcun intento speculativo: esso meriterebbe, pertanto, di continuare a beneficiare di un trattamento fiscale agevolato”.

Considerando che queste due misure si combinano con la possibilità di anticipare in busta paga l’erogazione del Tfr si delinea un quadro che “non può non destare qualche preoccupazione” poiché “rischia di essere una proposta debole sul piano culturale e discutibile su quello economico”.

La misura, ha proseguito Minucci, azzoppa la già non compiuta strada della previdenza complementare poiché risulta in “piena contraddizione con il quadro di incentivi costruiti negli ultimi due decenni per favorire la previdenza integrativa a fronte di una riduzione delle prestazioni del primo pilastro. Tra l’altro finisce per penalizzare ulteriormente le nuove generazioni che sarebbero private di un quadro di sufficienti garanzie per il loro futuro. Se, come crediamo, è l’incertezza a paralizzare l’attuale capacità di spesa e di investimento, le misure indicate dal governo rafforzano e non attenuano questo vincolo”.

Non solo, le risorse impiegate nel risparmio previdenziale da parte degli intermediari istituzionali, primi tra tutti gli assicuratori, ha tenuto a sottolineare il presidente dell’Ania, “si convertono in investimenti che in prevalenza affluiscono allo Stato sotto forma di titoli pubblici”. Servono poi a “finanziare progetti di crescita produttiva, prestiti alle imprese, l’ammodernamento delle reti infrastrutturali del Paese. È anch’esso un modo per incrementare la domanda interna. L’aspetto decisivo, in questo percorso virtuoso, è far si che queste risorse siano impiegate, in tempi ragionevoli, con vantaggi certi per l’intera comunità nazionale”.

Questa misura sui fondi pensione “dà luogo ad un’evidente penalizzazione della scelta previdenziale, sconfessando il ‘patto’ stipulato dallo Stato con i lavoratori e i cittadini che hanno scelto di aderire a tali forme pensionistiche anche sulla base delle campagne istituzionali di sensibilizzazione e delle incentivazioni fiscali”.

La valutazione, ha concluso, è quindi “fortemente negativa” e occorre modificare “radicalmente la previsione di tassazione sui rendimenti dei fondi pensione con un’aliquota più sopportabile, al 12,50, quella applicata ai titoli di Stato”.
(TMNews)