Legge stabilità: cosa cambierà su fisco e lavoro

22 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Finalmente il testo definitivo c’è: l’articolato con le tabelle della Legge di Stabilità è stato consegnato al Quirinale e al Parlamento. Adesso inizia l’iter del provvedimento, e non c’è dubbio che la norma subirà dei cambiamenti.

Se i partiti di maggioranza sapranno dove trovare le risorse, potranno essere anche modifiche importanti. La prima voce che certamente sarà esaminata è quella del taglio del cuneo fiscale, che attualmente sul versante dei lavoratori pesa per solo 1,5 miliardi nel 2014 e per 1 a favore delle imprese.

L’intenzione è quella di almeno raddoppiare il bonus, e in ogni caso di concentrarlo sui redditi medio-bassi.

Tra le altre novità, spuntano 600 milioni per il finanziamento della Cig «in deroga» per il 2014, oltre a 90 milioni per i contratti di solidarietà. Sembra decisamente aperto anche il fronte del fisco per la casa. Nella manovra, tra l’altro, si ripristina l’Irpef sulla rendita catastale delle abitazioni sfitte: ma il vero nodo sarà quello della Tasi, che per le prime case peserà 3,7 miliardi di euro. Sulla carta c’è un risparmio rispetto alla situazione precedente, ma solo se i Comuni non andranno oltre l’aliquota minima dell’1 per mille.

LAVORO
Le norme sulla defiscalizzazione Irap per la trasformazione dei contratti di lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, calcola la Ragioneria dello Stato, potrebbero interessare 135.000 nuovi assunti. La deduzione spetta per il periodo d’imposta in cui è avvenuta l’assunzione con contratto a tempo indeterminato e per i due successivi, per un importo annuale non superiore a 15 mila euro per ciascun nuovo dipendente assunto e riguarda contributi previdenziali, assistenziali e delle assicurazioni obbligatorie.

FISCO
Sforbiciata alle detrazioni fiscali: entro il 31 gennaio 2014 il governo adotterà provvedimenti normativi per razionalizzazione delle detrazioni fiscali di cui beneficiano i contribuenti italiani. L’obiettivo è quello di far risparmiare allo Stato 488,4 milioni di euro nel 2014, 772,8 nel 2015 e 564,7 nel 2016, per un totale di 1825,9 milioni di euro. In alternativa è previsto che in automatico le detrazioni vengano ridotte di un punto percentuale (quindi al 18%) per l’anno 2013 e di due punti percentuali (al 17%), a partire dal 2014

SALUTE
I fondi per la sanità come è noto non vengono toccati, detto questo il comparto non è immune da risparmi: in particolare il solo blocco del turn-over, previsto per il 2015 ed il 2016 produrrà risparmi per 1,2 miliardi di euro: rispettivamente per 540 milioni nel 2015 e 610 nel 2016. Inoltre «per razionalizzare le risorse finanziarie» a disposizione la legge di stabilità prevede di ridurre da 5 a 4 anni la durata dei corsi di specializzazione per gli studenti di medicina e per tutti gli altri studi dell’area sanitaria.

AMMINISTRAZIONI CENTRALI
Dai tagli alla spesa alle amministrazioni centrali sono previste i riduzioni per soli 600 milioni nel 2015 e 1,310 miliardi per 2016 e 2017. La clausola di salvaguardia inserita nel ddl è intesa al contrario: vengono disposti, entro il 15 gennaio 2015, aumenti di aliquote d’imposta e riduzioni di agevolazioni e detrazioni per 3 miliardi nel 2015, 7 nel 2016 e 10 dal 2017; qualora si verifichino maggiori entrate o risparmi, gli aumenti verranno ridotti. Coperture con tagli al pubblico impiego, previdenza (pensioni d’oro) e Regioni.

RISPARMI DELLO STATO
a legge di stabilità introduce una delega al governo «per definire un programma straordinario di cessioni di immobili pubblici, al fine di consentire introiti per il periodo 2014-2016 non inferiori a 500 milioni annui». Sul fronte degli affitti la manovra obbliga invece le amministrazioni dello Stato a valutare la locazione di uffici in periferia anzichè nelle zone centrali. Più in generale la spending review prevede risparmi per effetto dell’ottimizzazione dell’uso degli immobili per 600 milioni nel 2015 e 1,31 miliardi a partire dal 2016.

INVESTIMENTI
Oltre alle imposte sulla casa, destinate in un modo o nell’altro ad aumentare – al riguardo la polemica più ogni giorno più rovente (vedere pagina destra) ad essere penalizzati da un aggravio di imposte saranno gli investimenti finanziari: il previsto aumento al 2 per mille dell’imposta di bollo su conto titoli, attualmente all’1,5 per mille, secondo i tecnici del Tesoro dovrebbe infatti portare un incremento di gettito intorno ai 527 milioni di euro annui di competenza, a partire dal 2014.

NUOVE SPESE
Sono molti gli stanziamenti e le nuove spese per lo sviluppo, tra questi: al Fondo sviluppo e coesione 1,550 milioni; 46,5 milioni al Fondo di rotazione; 150 per finanziamenti agevolati nei settori industria, agricoltura e turismo; 150 milioni aggiuntivi al Fondo crescita sostenibile; 50 milioni al Fondo rotativo; 340 milioni al settore marittimo e navalmeccanico. Molte le spese per infrastrutture, tra cui 335 milioni all’Anas, 340 alla Sa-RC, 400 al Mose; 400 a Rfi, 100 all’AV Napoli-Bari,120 alla Milano-Venezia e 200 alla Bologna-Lecce.

INTERVENTI SOCIALI
La legge di stabilità prevede 600 milioni di euro per l’ambiente e un aumento o ripristino di una serie di spese sociali: 250 milioni vanno al fondo non auto-sufficienze; 400 milioni al 5 per mille; agli Lsu 100 milioni; al Fondo contro la violenza sessuale 10 milioni; 120 milioni per la mobilità sanitaria internazionale. Poi ci sono uan serie di spese «indifferibili»: missioni all’estero 765 milioni, sisma in Calabria e Basilicata 15 milioni, 150 alle università, 120 all’editoria, 5 alla Forestale, 50 al Fondo e 10 per i Carabinieri.

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