Legge elettorale: navigazione a vista

7 Giugno 2017, di Giovanni Falcone

Ognuno ha diritto a dire la sua e pertanto non poteva mancare, “serenamente e pacatamente”, dopo Walter VELTRONI ma anche Romano PRODI, “ma anche” quella di Giorgio NAPOLITANO, Senatore a vita, già Presidente esimio della Repubblica, già Parlamentare in servizio  permanente effettivo da lunga data.

Il nostro amato Giorgio, non poteva farci mancare una perla di saggezza anche per i suoi settant’anni di vita parlamentare ai massimi livelli: critico sia sulla legge elettorale che sulla eventualità di elezioni anticipate.

In passato le leggi elettorali sono state sempre approvate a colpi di maggioranza, spesso anche risicate o addirittura mettendo la “fiducia”: normalmente poi ci pensava la Corte costituzionale a bocciarle.

Erano altri tempi, altre emozioni!

Oggi la vogliono i quattro maggiori partiti – PD, FI, LEGA e M5S –  in pratica l’80% delle forze in Parlamento, ma questo per il nostro ex Presidente è un  dettaglio, in democrazia ci vuole ben altro.

Il benaltrismo, facciamo quello ma anche quell’altro o ancora quell’altro ancora lo conosciamo bene, un metodo di lavoro, un espediente per sopravvivere, tirare a campare, i politici dell’ultimo secolo ce lo hanno insegnato a lungo, salvo alla fine non fare niente, per mancanza di numeri in  Parlamento.

Il modello “tedesco” non piace al nostro ex Presidente il quale aggiunge che i quattro leader di partito agiscono solo calcolando le loro convenienze.

Da settant’anni facciamo un Governo all’anno, battendo il record mondiale di “ingovernabilità”.

Da qualche tempo invece , soprattutto dopo la bocciatura del Referendum del 4 dicembre 2016 e dell’intervento della Consulta che ha detto che il “ballottaggio” è illegittimo, incostituzionale, sembrano tutti rinsaviti e vanno a caccia della “governabilità”.

La politica è un compromesso, sulla base di un consenso che si cerca presentando un modus operandi per affrontare i problemi, fare le riforme, semplificare la vita dei cittadini e delle imprese, abbassando le tasse, migliorando i servizi ma soprattutto mettendoci la faccia e assumendosi delle responsabilità.

Cari Signori del “benaltrismo ad oltranza”, la politica è l’arte del possibile e ogni accordo per uscire da una palude è benvenuto.

Il popolo del SI, quello del 41% è in attesa di riprendere il “processo riformatore” momentaneamente interrotto.

Prossima fermata: 41%, AVANTI TUTTA!