Legalizzare la prostituzione per evitare l’aumento dell’Iva

19 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La Lega Nord al Senato ha presentato oggi una proposta di legge, prima firma Massimo Bitonci e sottoscritta da tutto il gruppo, per la legalizzazione e la regolamentazione della prostituzione.

“Non ha più alcun senso – dice Bitonci sul sito del suo partito – nascondersi dietro ipocrisie e tabù. La prostituzione è un fenomeno che esiste da sempre e il 75% degli italiani è favorevole alla sua regolamentazione anche per fermare ogni sfruttamento e violenza. Anche per queste ragioni, chiederemo l’immediata calendarizzazione del testo in commissione giustizia”.

“Da anni presentiamo questa proposta in Parlamento – prosegue il capogruppo leghista a Palazzo Madama – senza mai arrivare nemmeno alla discussione del testo. Mi auguro che ormai i tempi siano maturi anche alla luce della profonda crisi economica che stiamo vivendo. Far emergere questo giro d’affari enorme significa per lo Stato e gli enti locali incassare abbastanza risorse per evitare non solo ulteriori aumenti delle tasse ma anche per abbassare una serie di imposte. Penso anche al prossimo rincaro dell’Iva, all’Imu o alla Tares”.

“Legalizzare la prostituzione vuol dire eliminare lo sfruttamento che ora dilaga, togliere le donne dalla strada, proteggere le minori, salvaguardare la salute e combattere la criminalità organizzata che oggi prospera attorno allo sfruttamento”.

Va ricordato che sotto l’ultimo governo Berlusconi, a settembre 2011, l’aliquota dell’imposta sui consumi era stata alzata dal 20% al 21%. Ora il governo Letta si trova davanti al bivio. Il prossimo incremento scatta il primo luglio. Il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato ha assicurato che l’esecutivo “sta facendo il possibile per cercare coperture alternative”.

“Vogliamo ridurre l’Imu per i beni strumentali – ha affermato il ministro. Ovvero “i capannoni industriali così come i negozi dove voi operate costituiscono l’elemento fondamentale e imprescindibile per l’attività di impresa, sono la vostra `prima casa´”.

Nel far presente che entro settembre sarà rivista la tassazione sugli immobili, la famigerata Imu, Zanonato ha sottolineato che per i beni strumentali come i capannoni industriali e i negozi “è difficile immaginare l’abolizione completa dell’Imu ma è certamente necessario introdurre forme di deducibilità dal reddito d’impresa”.