Lega confusa e smemorata: quando Calderoli era per l’Imu

21 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – La Lega non vuole più pagare l’imposta da lei ideata, vale a dire l’Imu, l’imposta municipale sugli immobili che nel disegno di legge federalista leghista sarebbe andata a sostituire la vecchia Ici per la seconda casa.

Così la protesta contro l’Imu, partita da alcuni sindaci del trevigiano, trova echi anche in sede nazionale. Ma arriva un video che mette chiaramente in evidenza come Calderoli, quando era al governo, voleva proprio l’imposta contro cui si sta battendo.

«In conseguenza della manovra vessatoria presentata dal governo Monti sono giunte all’ufficio di Presidenza del Parlamento della Padania diverse richieste da parte di sindaci, consiglieri comunali e cittadini, al fine di coordinare un’azione di protesta fiscale contro l’applicazione dell’Imu sulla prima casa» afferma infatti Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie della Lega Nord annunciando che le proposte saranno discusse nella riunione del 28 gennaio del Parlamento del Nord.

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ALFANO – A stroncare sul nascere il sogno anti-tasse leghista ci pensa per primo l’alleato di ieri, il segretario del Pdl, Angelino Alfano, che ha respinto l’ipotesi di un’obiezione di coscienza sull’Imu. «Le obiezioni di coscienza – ha osservato – solitamente si fanno su temi di coscienza, se si apre questo principio ciascuno può scegliere un tema e fare obiezione di coscienza su tutti i temi dell’ordinamento giuridico italiano…».

CESA – «La proposta formulata da alcuni sindaci leghisti veneti di non pagare l’Imu, appoggiata da illustri esponenti del Carroccio come Maroni e Zaia, è una prova di totale irresponsabilità da parte di chi, senza rendersi conto delle difficoltá del Paese, pensa solo a raccattare consensi soffiando sul fuoco dell’esasperazione sociale. Almeno su una cosa la Lega è coerente con sè stessa: hanno preso in giro gli italiani quando erano al governo, continuano a farlo oggi che sono all’opposizione» sottolinea invece il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa.

PD – «L’imposta municipale unica è un’invenzione dell’ex ministro Roberto Calderoli, il quale, come tutti i leghisti, ha la memoria corta» afferma invece in una nota Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni Economiche del Pd alla Camera e membro della Bicamerale per l’attuazione del Federalismo fiscale. «Oppure da Maroni a Bossi, tutti confondono l’Imu con le quote latte evase», conclude.

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TREVISO – Definendo la nuova tassa sulla casa «un balzello assurdo» il sindaco di Vittorio Veneto, il leghista Gianantonio Da Re, lancia l’obiezione anti-Imu. Da Re lo ha annunciato al termine di un incontro con l’ex ministro Roberto Maroni. «Se il governo-sanguisuga – spiega – vuole tassare ulteriormente la casa frutto di sacrifici faccia da solo». Ma non solo: il sindaco vittoriese, come indica la Tribuna di Treviso, invita gli altri primi cittadini a seguirlo in questa campagna.

«Questo anche perchè – dice ancora Da Re – non un euro di quello che raccoglieremmo resterebbe nelle casse comunali. Si arrangi dunque Roma. In ogni caso – aggiunge – la mia obiezione si limita alla non raccolta del balzello: non ho personale da dedicare a questo nuovo impegno. Non ho un messo per gli accertamenti. Me lo paga Monti?. Questa è una misura che va contro il federalismo fiscale».

Anche il sindaco di Treviso Giampaolo Gobbo si allinea con le intenzioni del suo collega di Vittorio veneto. «Siamo tutti d’accordo sulle cose che non si devono fare – spiega Gobbo in una nota -Vedremo quindi come agire tecnicamente ma stiamo già studiando come non fare pagare l’Imu. Certo mi rendo conto – conclude il sindaco di Treviso – che è una disobbedienza nei confronti dello Stato ma dobbiamo pensare a tutelare i nostri cittadini padani».

«È chiaro che le forme di protesta suggerite da alcuni sindaci nascono e sono ampiamente giustificate dal fatto che la manovra del governo Monti è pesantissima per le famiglie e per le nostre regioni, soprattutto per quanto riguarda la reintroduzione dell’imposta sulla prima casa». Lo afferma il sindaco di Verona Flavio Tosi sulla proposta del collega di Vittorio Veneto (Treviso) di non incassare per conto dello Stato l’Imu. «La protesta fiscale invece, per poter essere messa in atto, deve essere valutata tecnicamente – conclude l’esponente del Carroccio – in modo da non lasciare esposto il singolo cittadino nei confronti dello Stato esattore. Come sindaco sono pronto ad assumermi le mie responsabilità, a patto che le conseguenze non debbano ricadere nel concreto sul singolo cittadino».

Le modalità tecniche per consentire ai sindaci di non pagare l’Imu saranno discusse nella prossima seduta del Parlamento della Padania. Lo ha detto Roberto Calderoli, nella sua veste di coordinatore delle segreterie della Lega Nord. «Sono giunte all’ufficio di presidenza del Parlamento della Padania diverse richieste da parte di sindaci, consiglieri comunali e cittadini», ha affermato l’ex ministro. «L’ufficio di presidenza del Parlamento della Padania ha dato mandato alle commissioni interessate, la commissione Economia e quella Enti Locali, di presentare proposte che verranno poi esaminate dal Parlamento della Padania, nella prossima seduta già fissata per sabato 28 gennaio 2012».

Per Luca Zaia, presidente del Veneto, «la proposta di alcuni sindaci del Veneto di non pagare l’Imu è assolutamente interessante». Zaia ha ricordato che «la proposta va nella direzione della difesa dei cittadini. Dobbiamo portare dentro a questa riforma, e penso lo faranno i sindaci visto che è una tassa che passa per i comuni, elementi che tutelino fino in fondo il cittadino. Questo – ha aggiunto Zaia – sarà l’unico approfondimento da fare onde evitare che poi non ci troviamo con ingiunzioni o altri guai a carico dei cittadini. Fatta questa verifica – ha aggiunto – penso che si possa ragionare».

– «In questa folle ipotesi di obiezione al pagamento dell’Imu credo ci sia un’unica valutazione attenta da fare e riguarda le parole di Zaia: parole gravissime, perchè dette da una figura istituzionale che ha il dovere di far rispettare le leggi. Di fatto il Veneto si ritrova ad essere governato da una persona che agisce contro lo Stato italiano». A dirlo il deputato del Pd, Andrea Martella. «Come si può scendere così in basso? Come si può confortare i propri sindaci ad attuare l’illegalità contro lo Stato proprio quando un barlume di speranza si affaccia all’orizzonte e si torna a parlare di trasferimenti ai Comuni e di finanziamento del trasporto pubblico locale che in Veneto è al collasso?». A dirlo la capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Laura Puppato, circa l’ipotesi di obiezione al pagamento dell’Imu.

«La chiamino Isu, imposta statale unica, non Imu perché non ha nulla dell’ imposta municipale». Rispetto al contributo precedente i Comuni ci perderanno il 40 per cento. Cosa c’è di federalista in tutto questo? I sindaci diventano i gabellieri dello Stato. Delrio lo sa, glel’ho detto all’ultimo direttivo dell’Anci a Firenze che non siamo d’accordo e che il Veneto andrà fino in fondo. La fiducia nei suoi confronti resta immutata ed è massima, ma io rappresento i sindaci veneti».

È il commento del presidente di Anci Veneto, Giorgio Dal Negro, il quale ha preso parte al dibattito che si è aperto dopo le dichiarazioni di due primi cittadini veneti sull’Imu. Il presidente di Anci Veneto, che sarà a Roma mercoledì prossimo per un direttivo dell’associazione nazionale proprio sull’argomento, ha spiegato in che modo i Comuni prenderebbero meno: «Il gettito che entrerebbe nelle tasche dei Comuni con l’Imu è inferiore al contributo che il governo Berlusconi aveva concesso ai Comuni una volta abolita l’Ici sulla prima casa.

Per quanto riguarda poi la seconda casa si applica il 7,61 per mille ma la metà andrà allo Stato. Peccato che prima – ricorda Dal Negro – i Comuni applicavano tra il 6 e il 7 per mille, e gli rimaneva tutto in cassa. Il risultato è che sulla prima casa i Comuni perderanno il 2 per mille e sulle seconde case il 3 per mille. È una farsa, è statalismo puro, altro che federalismo». (Ansa)