Economia

Le big tech perdono terreno in Borsa. È la bolla post pandemia?

Cosa sta accadendo alle big tech Usa in questo primo scorcio del 2023? Nel corso degli ultimi mesi i colossi della tecnologia statunitense stanno perdendo terreno in Borsa: un caso su tutti è rappresentato da Amazon, che dai massimi del post pandemia toccati il 19 luglio 2021, quando il titolo era quotato a 182 dollari, ha perso il 40%, arrivando nel corso della scorsa settimana ad attestarsi tra i 108 ed i 112 dollari. Il 19 dicembre 2022, sempre Amazon, aveva raschiato il fondo scendendo a 85 dollari.

Attenzione stiamo parlando di soldi, non ti percentuali. Attualmente l’azienda di e-commerce – che però fa anche molto altro, operando anche nel settore del cloud – ha una capitalizzazione di 1.1150 miliardi di dollari: rispetto a quando era ai massimi ha bruciato qualcosa come 669 miliardi di dollari. Non è un refuso: stiamo parlando proprio di miliardi non di milioni. La situazione che ha caratterizzato Amazon ha coinvolto direttamente anche altre big tech statunitensi. Facciamo il punto.

Big tech, quanto stanno perdendo in Borsa

Il crollo in borsa di Amazon è costato caro a Jeff Bezos, che ha perso qualcosa come 66 miliardi di dollari nella valutazione del proprio portafoglio. Andy Jessy, il secondo azionista di Amazon e che ha in mano qualcosa come due milioni di azioni Amazon per un controvalore di 220 milioni di dollari, ha perso 88 milioni di dollari.

È bene ricordare, comunque, che il titolo, così come è accaduto a Google, Facebook, Apple e Microsoft, è letteralmente esploso mentre c’era la pandemia. Oggi come oggi, invece, il valore si è attestato a quello di marzo 2020, quando era al suo massimo storico.

Il mercato, nel frattempo, si è normalizzato e adesso è scoppiata la bolla pandemica del digitale. La stessa dinamica si è ribaltata sui super ricchi, ad eccezione di Apple, che il 6 dicembre 2021 ha toccato i massimi a 180 dollari, mentre nel corso di questa settimana oscilla intorno ai 173 dollari: siamo intorno a un calo del 3%.

Diversa, sicuramente, è la situazione di Elon Musk, che è riuscito ad imbastire una storia con una trama veramente originale. Ha acquistato Twitter, pagandola 44 miliardi di dollari, e successivamente ha delistato il titolo. Adesso la sua valutazione si attesta sui 22 miliardi di dollari: la metà di quanto è stata pagata. Nell’universo Musk è necessario aggiungere il mondo Tesla, che il 25 ottobre 2021 quotava 371 dollari, mentre ora ruota intorno ai 172 dollari: la perdita è di oltre il 50%. La capitalizzazione attuale di Tesla è di 534 miliardi di dollari: ne sono stati mandati in fumo 586 miliardi.

Tra gli altri big tech a piangere è anche Meta: lo scorso 30 agosto la casa madre di Facebook e Instagram era a 376 dollari; mentre ora, dopo l’avventura sul metaverso, si è attestata a 232, dopo aver toccato il minimo il 24 ottobre 2022 a 99 dollari. Ha perso il 44%, bruciando 473 miliardi di dollari. La capitalizzazione, ora come ora, si attesta a 473 miliardi (Mark Zuckerberg fa ne ha bruciati 63 miliardi).

La altre big della tecnologia

Non vanno meglio altre big tech Usa. Zoom, ad esempio, il 19 ottobre 2020 aveva toccato i 511 dollari, adesso è scesa a 64 dollari, registrando un calo dell’87%. Sono stati bruciati 139 miliardi, mentre la capitalizzazione attuale è pari a 19 miliardi.

Brilla, invece, rispetto alle altre Microsoft, che ha perso solo un 10%. Il 6 dicembre 2021 valeva qualcosa come 342 miliardi di dollari, oggi vale solo 309 miliardi. La capitalizzazione attuale è pari a 2 mila 322 miliardi e ne sono stati bruciati 248 di miliardi. Solo Bill Gates ha perso 2,5 miliardi.

L’8 novembre 2021 Alphabet, la casa madre di Google, era a 150 dollari, mentre nel corso della scorsa settimana ha toccato i 109 dollari, per poi risalire a 116 a seguito del lancio dell’intelligenza artificiale. La capitalizzazione attuale è pari a 1.422 miliardi di dollari, ne sono stati bruciati 528 miliardi.

Diventata a tutti gli effetti una big tech, Disney al 13 settembre 2021 quotava 183 dollari, mentre oggi ruota intorno ai 101 dollari, con una perdita del 44%. La capitalizzazione attuale è pari a 186 miliardi, ne sono stati bruciati 148 miliardi.

Uber, invece, quotava 60 dollari il 12 aprile 2021. Oggi si attesta intorno a 38 dollari (a giugno era crollata a 21), perdendo il 30%. La capitalizzazione è pari a 78 miliardi e ne sono stati bruciati 34.