Le assicurazioni online non decollano? Colpa dell’offerta degli operatori

6 Dicembre 2022, di Massimiliano Volpe

Dopo alcuni tentativi degli anni scorsi, i colossi del web ritentano lo sbarco nel mondo delle assicurazioni. Lo scorso ottobre Amazon sul mercato inglese ha iniziato a vendere delle polizze per la casa. Uno sbarco che ha riacceso il dibattito sul futuro digitale delle polizze. Per capire come si sta muovendo il settore ne abbiamo parlato con Simone Ranucci Brandimarte, presidente e co-fondatore dell’Italian Insurtech Association (IIA).

Da qualche settimana i colossi del web come Amazon stanno iniziando a vendere prodotti assicurativi online. Cosa sta succedendo?

Dopo alcuni anni di test in alcuni mercati locali, il colosso delle vendite online Amazon ha lanciato sul mercato UK un comparatore per la vendita di polizze per la casa denominato Amazon Insurance Store, che fornisce ai clienti 3 preventivi di diverse compagnie e rappresenta una prima tappa in una strategia più ampia che presto potrebbe coinvolgere l’intero territorio europeo. Tesla invece ha iniziato a vedere polizze Rc auto con il proprio brand mentre Apple sarebbe pronta a lanciare polizze salute a partire dal 2024, sfruttando soprattutto la mole di dati raccolta tramite gli Apple Watch. Anche Google sta rafforzando la propria presenza sul mercato, lasciando presagire l’intenzione di un possibile ingresso nel settore assicurativo dopo alcuni tentativi già avviati in passato. Si tratta di mosse dettate dalla consapevolezza che il mondo assicurativo è tra i più arretrati per quanto riguarda il livello di digitalizzazione e presenta quindi enormi spazi di crescita. Noi dell’Italian Insurtech Association prevediamo un forte aumento della digitalizzazione per il mondo dele polizze nei prossimi anni, passando da un valore del mercato assicurativo a livello globale di 5.000 miliardi di dollari attuali a 10.000 miliardi entro il 2030.

Quale potrà essere il loro impatto sul mercato delle assicurazioni?

Riteniamo che la digitalizzazione del mondo assicurativo porterà cambiamenti dirompenti come quelli che sono avvenuti nel settore dei media con l’avvento di internet o nel settore del turismo con l’avvento di Booking che ha ridotto notevolmente l’attività tradizionale delle agenzie viaggi. Grazie alla digitalizzazione il mondo assicurativo è destinato a subire una trasformazione radicale. Basti pensare che secondo una ricerca di Bain nel 2030 l’80% delle polizze sarà venduta grazie al supporto digitale rispetto al 18% registrato nel 2020. Questo non significa che spariranno gli operatori tradizionali del mondo assicurativo ma che ci sarà un sempre maggiore tasso di tecnologia all’interno di ogni singolo canale di vendita.

Quale è il futuro per il mondo delle assicurazioni?

Visti i numeri che vi ho appena citato, il settore assicurativo è destinato a cambiare pelle grazie anche ai grandi investimenti e sforzi del mondo insurtech per mettere il cliente al centro dell’intero processo di vendita come avviene per gli altri settori del mondo digitale. I leader di oggi non è detto che lo saranno anche in futuro. In questo scenario le compagnie tradizionali devono accelerare gli investimenti per mantenere le proprie quote di mercato ed evitare che vengano erose dagli operatori del mondo della tecnologia. Nel primo semestre 2022 sono stati 200 milioni gli euro investiti in insurtech, molto inferiori ai 2 miliardi che si registrano in media su altri mercati analoghi (Gran Bretagna, Francia, Germania). Il nostro Paese corre quindi il rischio di essere colonizzato dagli operatori internazionali più dinamici del settore insurtech come la tedesca Wefox, che nel nostro Paese è già sbarcata con le Rc auto.

La penetrazione in Italia delle assicurazioni online è la tre più basse in Europa, a cosa è dovuto?

Sicuramente non è un problema dovuto alla scarsa propensione dei consumatori ad utilizzare soluzioni digitali, quanto piuttosto all’offerta attuale degli operatori. Mi preme sottolineare che in altri settori merceologici la penetrazione delle vendite online è a livelli record. Basti pensare che il mercato italiano presenta i più alti tassi di penetrazione al mondo per quanto riguarda il delivery nel settore alimentare o nell’ascolto della musica online attraverso Spotify. Si tratta quindi di trovare la giusta formula per indirizzare i risparmiatori verso questo mondo.

Per favorire le vendite digitali delle polizze ci sono degli influencer nel mondo dell’insurtech?

Più che dagli influencer, un grande aiuto per indirizzare le vendite di polizze online da parte degli operatori insurtech potrà arrivare dal canale embedded, ovvero dalle vendite realizzate attraverso i portali di home banking o abbinate ad altri prodotti come quelle delle polizze legate agli acquisti di prodotti online. In questo modo si riducono notevolmente i costi di acquisizione del singolo cliente, generalmente elevati nel mondo dell’e-commerce.