Lavoro: in Italia formazione inadeguata. Le figure più richieste

7 Aprile 2016, di Alberto Battaglia

ROMA (WSI) – La domanda di lavoro nel primo trimestre del 2016 è cresciuta del 3% rispetto al trimestre precedente, segno che, in un quadro di ridimensionamento delle agevolazioni destinate alle assunzioni previste dalla Legge di Stabilità, la ripresa della domanda di lavoro “cammina sulle proprie gambe”.

È quanto si legge nel bollettino pubblicato dal Progetto Excelsior di Unioncamere.
A ciò si aggiunge una ulteriore e marcata contrazione delle “uscite” (-3,8% su base trimestrale, -9,3% su base annua) che, per la prima volta dopo 14 trimestri, porta a prefigurare un saldo occupazionale finalmente positivo, con oltre 107 entrate ogni 100 uscite.

Allo stesso tempo viene sottolineato come le variazioni su base annua delle entrate previste dalle imprese si siano via via attenuate nel corso del 2015 dal +13,7% del primo trimestre al +9,6% del quarto.

 

Il ritmo positivo diminuisce, dunque, ma la tendenza prefigurata dallo studio indica che la direzione intrapresa dall’Italia sia quella giusta, dal momento che indica un’ulteriore riduzione del tasso di disoccupazione, che pur resta sopra la media europea.

Aspetto peculiare che trova conferma anche in questa edizione del bollettino è “la difficoltà delle imprese nel reperimento delle figure che intendono assumere in presenza di quasi 3 milioni di persone in cerca di lavoro”, fatto che ribadisce la scarsa compatibilità qualitativa “esistente in Italia tra domanda e offerta e di lavoro, a monte del quale sta anche il sistema formativo nel suo complesso”.

“Le imprese prevedono infatti difficoltà di reperimento per il 13% delle assunzioni in programma nel primo trimestre dell’anno, quota in risalita ormai costante da metà del 2014, e che raggiunge il 18% nell’industria e l’11,4% nei servizi”.

Le figure professionali più richieste

Il profilo più cercato è il laureato in ingegneria, soprattutto in Lombardia. In particolare le imprese hanno bisogno di analisti di procedure informatiche (2.110 i ricercati, la metà dei quali introvabili), progettisti di impianti per l’automazione industriale (670 totali, 210 di difficile reperimento), tecnici specialisti di applicazioni informatiche (3.130, 540 dei quali ritenuti difficili da reperire). Non sono laureati in ingegneria, ma comunque molto ricercati i consulenti di gestione aziendale: 2.070 le assunzioni programmate, per 300 delle quali si segnalano difficoltà.

Per i diplomati invece non è questione di numeri, bensì di preparazione. Il percorso formativo seguito non risulta infatti adeguato alle necessità del sistema produttivo, soprattutto per la scarsa esperienza che i ragazzi hanno maturato in azienda. Troppo pochi sono anche gli stage formativi, sebbene “da questo punto di vista la riforma della scuola rappresenta un buon passo avanti con l’introduzione di stage obbligatori per tutti i ragazzi dell’ultimo triennio delle superiori, licei compresi”, dice un rapporto governativo pubblicato a novembre dell’anno scorso.

Insomma, la scarsa qualità dei percorsi professionali complica il compito delle imprese e delle divisioni delle risorse umane in cerca di nuovi dipendenti. Secondo lo studio annuale di Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, l’anno scorso sono stati 76mila i profili professionali ricercati dalle imprese dell’industria e dei servizi, ma ritenuti non facili da trovare. Il 10,6% dei posti sono “introvabili”, ovvero il datore di lavoro non riesce a trovare il candidato che cerca. Posti di lavoro disponibili ce ne sarebbero a iosa, insomma, ma spesso manca la qualità dell’offerta.