Lavoro: i dipendenti contribuiscono fino al 52% del valore di un’azienda

3 Settembre 2020, di Massimiliano Volpe

Quale è la risorsa più importante per le aziende? I propri dipendenti, ovvero il capitale umano. Sembra la solita lisciata di pelo per motivare ma per la prima volta si è riusciti a calcolare il valore portato dai dipendenti ad una impresa.

Una ricerca di Willis Towers Watson e del World Economic Forum stima che gli asset intangibili di un’azienda, compreso il capitale umano, rappresentino in media il 52% del suo valore di mercato.

Per caprine l’importanza basta pensare al caso di Elon Mask per Tesla. La sua capacità di visione e la voglia di innovare oltre ogni limite ha reso possibili cose fino ad ora ritenute impensabili.

Il dato è contenuto nella ricerca “L’asset risorse umane: un modello per ripristinare il valore del talento nel nuovo mondo del lavoro”. Si tratta di un libro bianco per fornire alle aziende uno strumento per ridefinire il modo di valutare e selezionare la propria forza lavoro nel post-COVID-19. Il documento fornisce un quadro di riferimento per la gestione delle risorse umane che può aiutare le aziende a misurare e quantificare il contributo delle loro persone nello stesso modo in cui si misurano i rendimenti del capitale finanziario e intellettuale.

“Il Covid-19 ha accelerato la transizione verso nuove modalità di lavoro, spingendo le aziende a ripensare come, dove e da chi il lavoro viene fatto”. “Poiché le aziende cercano di reimpostare i loro modelli di business, hanno bisogno di un approccio alla valorizzazione del talento come una risorsa e non come una spesa, in modo tale che i consigli di amministrazione e il management possano essere ritenuti responsabili per il loro investimento nelle persone e per il raggiungimento di risultati migliori” ha chiarito Edoardo Cesarini, amministratore delegato di Willis Towers Watson.

Oltre a fornire un aggiornamento su come le aziende stiano incorporando le metriche del capitale umano nelle loro misure finanziarie e operative, il documento analizza anche come alcuni dei drammatici impatti della crisi Covid-19 sui mercati del lavoro avrebbero potuto essere attenuati se le aziende avessero valorizzato meglio il loro capitale umano.

Il quadro di riferimento delinea sette principi guida per cambiare il modo in cui le organizzazioni valorizzano le persone. Questi includono: il passaggio dal profitto agli obiettivi, dalla politica aziendale alla responsabilità sociale, dalle entità autonome agli ecosistemi e dai dipendenti e dai posti di lavoro alle persone, al lavoro e alle competenze.
Il documento include esempi di aziende che hanno messo in pratica questi principi – dalla riqualificazione della forza lavoro alla condivisione dei lavoratori per evitare i licenziamenti.

“Le aziende che entrano in una nuova normalità dopo lo shock del Covid, devono mettere il talento al centro del loro business”, ha proseguito Cesarini. “Fondamentalmente, valorizzando e investendo nella loro forza lavoro, le organizzazioni saranno maggiormente in grado di fare ciò che è giusto per il loro business, per i loro dipendenti e per le società”.