Lagarde: un giorno banchieri centrali saranno robot

29 Settembre 2017, di Daniele Chicca

Quando si pensa all’automazione del mondo del lavoro vengono in mente ruoli relativamente poco complessi o manuali come i servizi di assistenza vocale tipo Siri oppure le macchine di montaggio. Invece, secondo Christine Lagarde, dobbiamo prepararci all’idea di essere governati dai robot. Persino i migliori giocatori di Go sono stati superati dai computer, che sono ormai in grado di sviluppare strategie di auto apprendimento migliori. Anche i funzionari delle autorità di economia e politica presto si troveranno nella stessa situazione di inferiorità.

Un giorno, tra circa dieci anni, l’intelligenza artificiale – che sta facendo grandi progressi – svolgerà un ruolo molto più importante nella gestione dell’economia e delle politiche monetarie internazionali e arriveremo anche ad avere banchieri centrali automatizzati. O per lo meno avremo robot e macchine che aiutano i banchieri centrali nelle loro scelte. Lo ha detto Lagarde, prendendo la parola durante il secondo giorno dell’evento organizzato dalla Banca d’Inghilterra “Independence 20 years on” nel cuore di Londra.

Durante la conferenza la numero uno del Fondo Monetario Internazionale ha osservato anche che le banche centrali commetterebbero un grosso errore nel chiudere occhi e orecchie all’ascesa dei Bitcoin e simili: tra 20 anni la situazione potrebbe essere cambiata, e le criptovalute potrebbero essere diventate più sicure e affidabili, specialmente nelle aree meno stabili.

“Chiaramente l’economia globale è molto più complessa oggi rispetto a una partita di Go”, ha osservato Lagarde facendo riferimento al complicato gioco da tavolo di strategia cinese. “Ma la prossima generazione di macchine quasi certamente svolgerà un ruolo maggiore nell’assistere le autorità di politica monetaria nel fare previsioni in tempo reale, nell’individuare bolle di mercato e nel decifrare legami finanziari complessi”.

I giovani economisti non devono però rassegnarsi: ci sarà ancora bisogno di loro e in generale di esseri umani per gestire il sistema economico e finanziario. La gente ci metterà del tempo prima di affidarsi interamente ai computer e le macchine faranno fatica a spiegare le proprie decisioni in autonomia, senza il supporto di una mente umana. “Anche con i migliori algoritmi e le migliori macchine, non saranno per forza centrati gli obiettivi, le crisi continueranno a riprodursi e verranno commessi degli errori”.

Quanto alle criptovalute come il Bitcoin secondo Lagarde non costituiscono una minaccia allo status quo della politica monetaria attuale. Le valute digitali sono infatti “troppo volatili, troppo rischiose e consumano troppa energia” per poter rimpiazzare le valute tradizionali di oggi.

Sono ancora troppo opache perché le autorità di controllo possano vigilare e sono poco sicure, come dimostrano i recenti casi di attacchi informatici. Ma tra 20 anni, dice Lagarde, una volta che il sistema delle criptovalute diventerà più trasparente, affidabile e sicuro, la situazione potrebbe cambiare completamente.