La settimana delle banche centrali

2 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

LEGNANO (WSI) – Nessuna grossa novità durante il week end, con soltanto il PMI manifatturiero cinese in pubblicazione in grado di far salire leggermente il dollaro australiano che ha compiuto una lieve correzione nei confronti del dollaro americano (51.4, come il precedente e maggiora rispetto alle aspettative di 51.1).

Sterlina, la grande protagonista

I warning lanciati durante la settimana scorsa sulla sterlina inglese sono risultati interessanti e forieri di una salita che ha riportato il cable sopra quota 1.6400. Una mano sicuramente l’ha data Mark Carney, con le sue dichiarazioni circa il potenziale interventismo da parte della Banca Centrale d’Inghilterra che potrebbe procedere con una riduzione degli stimoli quantitativi a causa del fatto che il mercato immobiliare sta mostrando segni di scompenso, con i prezzi in aumento rispetto alle aspettative degli operatori ed analisti.

Si comincia dunque a delineare una differenza relativa alle politiche monetarie di BoE e Federal Reserve, con la prima che potrebbe superare in curva l’istituto americano e cominciare ad apportare modifiche restrittive prima di chiunque altro al mondo. Non crediamo che questo possa avvenire prima della fine dell’anno, ma conoscendo la reattività della Boe, sicuramente più snella della Fed, crediamo che le aspettative razionali degli investitori circa potenziali mosse prima di quanto stimato fino a settimana scorsa possano incidere ulteriormente sull’andamento della valuta di sua maestà.

Settimana calda

Australia, Canada, Inghilterra, Europa e America. Queste nell’ordine le sfere di attenzione con cui dovremo confrontarci a partire da domani, con le prime quattro che vedranno in azione le proprie banche centrali e con l’America che vedrà in pubblicazione i Non Farm Payrolls, la più diretta misura che potrebbe pesare sulle aspettative di politica monetaria. Da domani cominceremo a discutere delle possibili evoluzioni dei mercati, oggi ci limiteremo a seguire gli assestamenti post week end ponendo attenzione alla pubblicazione del PMI manifatturiero europeo (51.5 vs 51.5) e dell’ISM manifatturiero americano (55.1 vs 56.4), che potrebbero portare a movimenti a favore delle proprie valute in caso di rilevazioni positive (e viceversa).

QUADRO TECNICO

EurUsd: euro vicino ai massimi relativi dopo aver rimbalzato sulla media a 100 oraria. Possibile seguire eventuali vendite sulle resistenze per cogliere correzioni verso i supporti di 1.35 ¾ dato il buon R/R, con potenziali salite da valutare oltre area 1.3635 per 1.3650/60.

UsdJpy: buona tenuta dei supporti in area 102.25 durante la notte, con il mercato che ha tentato delle ripartenze contenute per ora dal livello di 102.50. Possibile valutare una lateralità tra 102.10 e 102.60, con questi livelli che se superati potrebbero portare ad aumenti di volatilità nell’ordine dei 20 punti.

EurJpy: stessa situazione vista su UsdJpy, con 138.80 e 139.80 come livelli da poter considerare per valutare eventuali aumenti di volatilità, questa volta nell’ordine dei 40/50 punti. Il mercato si trova sopra la media a 21 oraria che potrebbe fornire degli spunti rialzisti da poter valutare anche sui supporti con stop e reverse sotto i livelli visti.

GbpUsd: superata l’area di resistenza passante tra 1.6260 e 1.6330 il mercato ha esteso per oltre una figura. Siamo ora in correzione sopra la media oraria a 21 che insieme a1.6380 potrebbe rappresentare una buona area di supporto per valutare ulteriori acquisti con target verso i massimi e potenziali scenari difensivi che sotto 1.6365 potrebbero prevedere discese verso 1.6340, livello sul quale il mercato potrebbe comunque fermarsi.

AudUsd: lieve ripartenza del dollaro australiano che tra i prezzi attuali e 0.9185 potrebbe fornire buone opportunità di vendita, tenendo conto che fino a quando non assisteremo all’eventuale superamento di area 0.9200 non dovremo considerare operativamente possibilità di salita, con 0.9215 che potrebbe comunque costituire uno scoglio importante.

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