LA RIPRESA RALLENTA, E WALL STREET SCENDE

2 Agosto 2002, di Redazione Wall Street Italia

Gli indici Usa concludono il venerdi’ all’insegna dei ribassi, ponendo fine a una seduta che ha rivelato per l’ennesima volta la fragilita’ dei rimbalzi messi a segno dai mercati nelle ultime sedute di luglio. La condizione difficile in cui versano le borse americane e’ stata messa in luce anche dalla performance dei fondi azionari, che nel mese di luglio hanno registrato la peggior performance della storia, con una fuga di ben $47 miliardi.

L’esito delle contrattazioni e’ stato ancora una volta duro da digerire: il Dow Jones, dopo un avvio piatto, e’ arrivato a cedere piu’ di 200 punti. Sul listino dei titoli industriali e’ poi scattato il blocco degli ordini automatici di vendita, una misura per impedire gli eccessi di ribasso. Molto negativo anche il Nasdaq, tartassato dalle vendite dei semiconduttori. Ancora in evidenza sul listino high tech il calo del titolo del colosso infrastrutture Internet Cisco Systems (CSCO – Nasdaq), che ha continuato ad accusare alcune voci di mercato relative alle dimissioni dei vertici societari.

Il Nasdaq ha chiuso a 1.247,88 (-2,51%) ;
Il Dow Jones a 8.313,13 (-2,27%) ;
L’S&P 500 a 864,24 (-2,31%) ;

Nel frattempo sono molte le banche d’affari che, guardando alla stessa debolezza dei fondamentali dell’economia, hanno deciso di rivedere al ribasso le aspettative sulla crescita del prodotto interno lordo, sottolineando come stiano aumentando le probabilita’ di un nuovo taglio dei tassi. La possibilita’ e’ testimoniata d’altronde dallo stesso rally dei prezzi dei Titoli del tesoro Usa.

I TEMI DELLA SEDUTA

A deprimere le borse fin dall’inizio della seduta sono stati gli allarmi lanciati dalla blue chip Walt Disney (DIS – Nyse)e dalla societa’ di semiconduttori National Semiconductor (NSM – Nyse). Entrambe le societa’ hanno formulato previsioni fosche sul futuro delle loro attivita’, dando il via al trend ribassista. Walt Disney e’ stata immediatamente bacchettata dai giudizi negativi di J.P. Morgan e Goldman Sachs.

I cali sono stati poi accentuati dal dato macroeconomico relativo alla disoccupazione di luglio. L’indicatore, sebbene in linea con le stime, ha messo in luce un incremento dei nuovi posti di lavoro di appena 6.000 unita’, contro il rialzo di 68.000 atteso, presentando un quadro del mercato del lavoro ancora precario. Le vendite sono si sono intensificate ulteriormente dopo la comunicazione dell’indicatore al di sotto delle stime degli ordini alle fabbriche, che a giugno hanno registrato il maggior ribasso in sette mesi, ennesimo segnale che la ripresa del settore manifatturiero sta rallentando. Snobbati dai mercati i dati positivi sul reddito e le spese personali di giugno.

L’ennesima seduta difficile si e’ rispecchiata nella performance del dollaro, che ha ceduto nei confronti dell’euro subito dopo il dato sulla disoccupazione Usa.

A LIVELLO SETTORIALE:

-Molto negativo e’ stato l’andamento dei semiconduttori (SOX), con l’indice di riferimento che dopo la debacle di giovedi’ e’ sceso ai livelli minimi dal novembre 1998. A pesare sul settore e’ stato l’allarme lanciato da National Semiconductor (NSM – Nyse), che ha annunciato che le vendite relative al trimestre che si concludera’ ad agosto si riveleranno piatte rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un risultato inferiore alle attese dagli analisti. In calo tutti i titoli del comparto, e in particolare Intel (INTC – Nasdaq), Nvidia (NVDA – Nasdaq) e Xilinx (XLNX – Nasdaq). Il settore ha snobbato il report positivo della banca d’affari Bear Stearns, secondo cui a giugno la produzione di semiconduttori e’ aumentata, con un livello di prezzi decisamente competitivo. Di nessun aiuto neanche l’annuncio della SIA, l’Associazione dell’industria dei semiconduttori, che ha dichiarato che le vendite dei chip sono cresciute del 5,8% nel secondo trimestre.

– Sotto pressione i titoli petroliferi (XOI). Il comparto ha sofferto la decisione della banca d’affari J.P. Morgan di tagliare il target price sul colosso petrolifero Exxon Mobil (XOM), che giovedi’ ha annunciato una trimestrale sconfortante. Secondo il Wall Street Journal, la societa’ energetica Dynegy (DYN – Nyse) starebbe cercando di raggiungere un accordo con la SEC sulle proprie irregolarita’ contabili. Ma finora, tutti gli sforzi per convincere la Consob americana della propria buona fede sarebbero stati vani.

-In calo i titoli software (GSO). In controtendenza il titolo Adobe Systems (ADBE – Nasdaq), che giovedi’ aveva perso oltre il 29% dopo il profit warning. La banca d’affari Deutsche Securities ha alzato il rating su ADBE a ‘Market Perform’ da ‘Underperform’ sulla base della valutazione. In rosso Microsoft (MSFT – Nasdaq) e Siebel Systems (SEBL – Nasdaq)

– Male i finanziari (DJ_FIN ).
A tartassare il comparto e’ stato il calo di J.P. Morgan (JPM – Nyse), che ha accusato alcune voci di mercato. L’intero settore e’ stato depresso dalla notizia secondo cui i broker avrebbero distrutto alcune mail per cancellare prove di cui La Sec avrebbe potuto avvalersi nelle sue indagini contro gli analisti di Wall Street.

-Ondata di vendite sul settore Internet (DOT ) . Anche oggi protagonista del comparto e’ stato il titolo AOL Time Warner (AOL – Nyse), in netto calo dopo le indiscrezioni relative a un’indagine avviata dalla SEC su accordi finanziari sospetti tra la divisione online di AOL e la societa’ di software per il business-to-business PurchasePro (PPRO – Nasdaq). Gli investitori ora temono che le indagini sulle pratiche contabili di America Online possano estendersi anche a Time Warner. La performance al ribasso di AOL ha contagiato eBay (EBAY – Nasdaq) e Amazon (AMZN – Nasdaq).

– Male il settore aereo (XAL), affossato dal crollo di United Airlines (UAL – Nyse). Negativi anche i titoli AMR (AMR – Nyse), Delta Airlines (DAL – Nyse) e Continental (CAL).

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