LA REVISIONE DEGLI ESTIMI TRIPLICHERA’ LE IMPOSTE

14 Novembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Quanto ridevano quando Silvio Berlusconi, paventando un futuro a tutto balzello qualora Romano Prodi avesse vinto le elezioni, se ne uscì con l’idea di abolire l’Ici perché «per noi la prima casa è sacra». Ridevano come dei matti, e dicevano figuratevi se vi mettiamo mezza tassa sulla casa. Ebbene, l’hanno messa. E nemmeno piccola. Il progetto di revisione degli estimi catastali elaborato dal governo – secondo un calcolo effettuato dall’ufficio studi di Confedilizia – comporterà aumenti da mille ai duemila e cinquecento euro per ogni singolo contribuente. Con l’operazione, l’esecutivo conta di incamerare oltre trenta milioni di euro in più quanto a gettito complessivo.

PRIMA O SECONDA PER ME PARI SONO

Alcuni esempi, cominciando proprio dalla fattispecie statisticamente più diffusa: la prima casa. Un immobile di cento metri quadri. che oggi vale approssimativamente centomila euro, con i nuovi estimi passerebbe a trecentomila. La rendita catastale, conseguentemente, passerebbe da mille a tremila euro, con un aggravio diretto sull’Ici pari a mille euro tondi: chi oggi paga 347 euro di imposta si troverebbe perciò a pagarne 1.347.

Hai mai provato ad abbonarti a INSIDER? Scopri i privilegi delle informazioni riservate, clicca sul
link INSIDER

Capitolo seconda casa. A parità di condizioni (cento metri quadrati di estensione, centomila euro di valore catastale che passano a trecentomila e rendita catastale levitata da mille a tremila euro), la differenza diventerebbe ancora più sensibile. Perché l’Ici passerebbe da settecento a duemila e cento euro. E siccome le stangate sono come le ciliegie e vanno due a due anche la rendita salirebbe di un terzo e di conseguenza l’Irpef: da cinquecento e diciannove euro a mille e cinquecentosessanta. Il totale delle imposte passerebbe così da mille e duecentodiciannove euro – cifra già di per sé ragguardevole – alla bellezza di tremila e trecentosessantasei euro: l’aggravio sarebbe perciò quantificabile in duemila e quattrocentoquarantuno euro.

La previsione di revisione degli estimi, spiegano da Confedilizia, «è contenuta in un “collegato” alla legge Finanziaria e prevede l’attribuzione al governo di una delega per la riforma del “sistema di valutazione del Catasto fabbricati” con la quale si sancisce in via definitiva il criterio di un Catasto non reddituale, come è in tutti i Paesi civili del mondo, ma patrimoniale: teso, cioè, alla progressiva espropriazione dei beni.

In pratica, la disposizione teorizza, e consacra in via definitiva, il principio che i proprietari di casa debbano pagare le imposte sulla base, sostanzialmente, del valore dei loro beni e non sulla base di quanto i loro beni producono o possono produrre, come avviene in tutti gli altri settori». Per le famiglie proprietarie di casa, l’aumento della tassazione sarà pari al 72%. Danni più contenuti per chi è in affitto: per lui l’aggravio sarà “solo” del 18,8%.

LE TASSE CHE NON TI ASPETTI

Ma i guai per chi ha un tetto sopra la testa non finiscono qui. Il governo, infatti, ha studiato una serie di balzelli ed imposte varie gravanti sul settore immobiliare. Si va dalla polizza obbligatoria contro le calamità, contenuta nella Finanziaria, alla riduzione della deduzione Irpef per le case in affitto (misura contenuta nel provvedimento sfratti) e la maggiorazione dello 0,5 per mille dell’Ici sancita dalla manovra. Inciderà sulla casa anche la reintrodotta imposta sulle successioni e sulle donazioni contenuta nel decreto legge fiscale.

Copyright © Libero per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved