La realtà aumentata ci cambierà la vita: ecco cosa ci aspetta

3 Settembre 2022, di Alessandra Caparello

La tecnologia della realtà aumentata (augmented reality, AR) ha la capacità di trasformare la società e le vite individuali, in particolare nell’assistenza sanitaria e nella mobilità. Così come oggi gli ausili visivi e uditivi fanno parte della nostra vita, in futuro le tecnologie implantari potrebbero diventare la norma.

La realtà aumentata è una tecnologia che sfrutta i display dei dispositivi mobile, con orizzonti applicativi pressoché infiniti: dall’automotive al manufacturing allo smart packaging alle operations. Ma occorrerà trovare un modo su come rendere eticamente accessibili queste straordinarie tecnologie alla nostra vita, come si legge in un post del blog del World Economic Forum (Wef).

Dalla realtà aumentata alla società aumentata

I supereroi dominano da tempo i grandi e piccoli schermi, ma è in atto un cambiamento. Molti bambini si aspettano di sviluppare loro stessi dei superpoteri. Queste aspettative possono sembrare irraggiungibili, ma stiamo già facendo i primi passi verso una “società aumentata“.

Nella nozione di realtà aumentata troviamo la cosiddetta tecnologia aumentata, ossia l’estensione della riabilitazione in cui ausili tecnologici come occhiali, impianti cocleari o protesi sono progettati per ripristinare una funzione persa o compromessa. Se si aggiungono a individui completamente sani, tali tecnologie possono aumentare la propria visione o il proprio udito. Via libera quindi a occhiali notturni, esoscheletri e interfacce cervello-computer. La tecnologia aumentativa sarà utile in tutte le fasi della vita: bambini in un ambiente di apprendimento, professionisti al lavoro e anziani ambiziosi. Le possibilità sono molte.

Cosa può fare la realtà aumentata?

Immaginate questo scenario. State parlando con qualcuno in un ambiente rumoroso, in un bar o a una festa. Anche se l’udito è buono, la situazione rende estremamente difficile capire il vostro interlocutore. Immaginate di poter indossare degli occhiali o degli auricolari che offrono la stessa direzionalità del suono di un apparecchio acustico.

Un altro esempio: molti bambini con deficit di attenzione hanno difficoltà a scuola. Nel migliore dei casi, ricevono servizi educativi speciali o un tutor. Tuttavia, con una guida visiva e sonora supplementare che blocca gli stimoli in eccesso, un bambino diversamente abile può affrontare un ambiente scolastico in maniera ordinaria e standard. E quando le lezioni finiscono e inizia la ricreazione, può semplicemente togliere gli ausili. Stiamo andando verso un “nuovo mondo”, si chiede il World Economic Forum (Wef)? Che scrive:

“Per quanto spaventosi possano sembrare gli impianti di chip, essi fanno parte di un’evoluzione naturale che i dispositivi indossabili hanno subito in passato. Gli apparecchi acustici o gli occhiali non hanno più uno stigma. Sono accessori e sono persino considerati un oggetto di moda. Allo stesso modo, gli impianti diventeranno una merce. Se vi sembra improbabile, considerate le alternative che utilizziamo attualmente. I farmaci spesso mostrano effetti indesiderati perché agiscono su più processi biologici contemporaneamente. Chi assume farmaci a lungo termine potrebbe provare un impianto che invia impulsi elettrici o ottici molto precisi”.

L’impianto è ovviamente più invasivo di un paio di occhiali. In genere, gli impianti sono legati a condizioni mediche. La misura in cui un particolare dispositivo diventerà comune dipenderà dalla funzionalità della tecnologia e da quanto sarà integrata nel corpo e nello stile di vita quotidiano.

Da ultimo il post fa un esempio. Portare con sé l’equivalente del naso di un cane come app in un telefono o un dispositivo indossabile come una collana può essere utile per scovare il Covid-19 o allergeni alimentari. In questi casi, di solito è sufficiente che il telefono emetta un segnale acustico ogni volta che ci si trova nelle vicinanze di ciò da cui ci si vuole proteggere.