Mercati

La prova di come i grandi fondi manipolano i mercati

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MILANO (WSI) – E se fosse possibile sbirciare i movimenti di capitali delle grosse Istituzioni finanziarie, Hedge funds, fondi pensionistici, in poche parole: le mani forti che governano i movimenti del mercato valutario?

A quanto sembra, si può. Questo secondo il trader professionista Daniele Repossi che, insieme ad una squadra di colleghi esperti, ha realizzato il primo indicatore al mondo capace di intercettare le posizioni in hedging dei Large Traders basato su dati economici reali che vengono pubblicati obbligatoriamente dalle banche. Lo hanno chiamato Bank’s Hedges.

Cosa sono gli hedging?

Quando nel trading si detengono contemporaneamente sia posizioni long che posizioni short, allora si dice che queste posizioni sono in hedging. Trovare una strategia di questo tipo fra i movimenti di una Banca, è possibile se si prendono in considerazione i suoi movimenti long e short in un lasso di tempo sufficiente in cui avvengono degli scambi che potremmo definire “ripensamenti”.

“Se mi passate la similitudine – ci dice Repossi – è come se appena ci vengono consegnate le chiavi dell’appartamento che abbiamo appena acquistato, decidessimo di rimetterlo in vendita perchè scopriamo che non è stato un buon affare“.

Il mercato valutario è utile ai Commercials (grosse mutlinazionali) che proteggono i loro scambi commerciali dalle fluttuazioni dell’EuroDollaro, acquistando contratti short o long.

Stiamo ovviamente parlando di molti Milioni di Dollari e l’unica controparte che ha la capacità di denaro tale da poter soddisfare sufficientemente la richiesta, sono per l’appunto i famigerati Large Traders. Secondo Daniele Repossi, i Large Traders hanno più interesse dei Commercials a far scadere i propri contratti acquisiti, nella direzione in cui sono più esposti.

“Il corriere espresso Bartolini rientra nella categoria dei Commercial – ci spiega – il quale ogni giorno mette in strada 100 mila camion, quindi farebbe bene a proteggersi dall’aumento dei costi dei pedaggi autostradali e dagli aumenti del costo del Gasolio.

“Se fossi in Bartolini io acquisterei le azioni di Autostrade SPA e andrei long sul Crude Oil (Future della commodity che permette di scambiare il petrolio, ndr), in questo modo se il costo del gasolio dovesse arrivare a 2 euro a litro, i miei costi aumenterebbero, ma li recupererei completamente dal Future e fra l’altro pagherei meno tasse. La stessa cosa vale per quelle multinazionali che commercializzano prodotti in tutto il mondo e che si devono proteggere dalle variazioni dell’eurodollaro.

Il core business di Bartolini però è quello di fare spedizioni, mentre quello della sua ipotetica controparte (cioè delle Banche che continuando l’esempio di Repossi avrebbero venduto allo scoperto le azioni di Autostrade SPA a Bartolini SPA), è quello di speculare dai mercati finanziari.

Quindi secondo l’inventore di questo indicatore, i Large Traders sarebbero capaci di manipolare l’opinione pubblica intervenendo sulle notizie economiche, ritardandole, gonfiandole o addirittura falsandole, a favore della direzione dei loro investimenti.

“Mi rendo conto che potrei venire etichettato come un complottista, ma grazie a questo indicatore è ormai sotto gli occhi di tutti che, settimane prima l’annuncio di certe notizie, i Large Traders posizionano i loro capitali a favore dei trend futuri.”

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