LA NORMALIZZAZIONE

20 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

*Stephen Roach e’ Managing Director and Chief Economist di Morgan Stanley. Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) –
La recente correzione del mercato obbligazionario non e’ avvenuta per caso e non si e’ materializzata dal nulla. Essa rappresenta un elemento chiave della “grande normalizzazione”: un ritorno alla politica monetaria e alle valutazioni finanziarie antecedenti lo scoppio della bolla dei mercati azionari del 2000.

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Tale processo presuppone tre fasi ben distinte:

(I) Ripristino di una politica monetaria “neutrale” a livello globale. La Federal Reserve ha gia’ completato tale operazione, alla BCE aspetta ancora un rialzo di 50 punti base, la Bank of Japan e’ solo alla fase iniziale di tale processo;

(II) Stabilizzazione della curva dei bond e rivalutazione del mercato azionario;

(III) Affermazione del debito societario e dei mercati emergenti.

Implicazioni di mercato: l’inflazione e le aspettative inflazionistiche rivestono un ruolo decisivo nella transizione delle tre diverse fasi. Considerando le attuali condizioni di mercato, il rischio di rialzo dei tassi d’interesse e dei rendimenti sui bond risulta essere relativamente limitato.

Rischi: Un consolidamento dei consumi post-bolla immobiliare potrebbe ridurre i tempi di un naturale processo di “normalizzazione”, innescando una riduzione dei tassi d’interesse di lungo periodo. Nel caso opposto, un eccessivo protezionismo potrebbe risvegliare l’inflazione e spingere ulteriormente al rialzo i tassi di lunga durata, allungando di conseguenza lo stesso processo.

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